Ignazio Marino: «Vorrei dare le case ai nomadi, ma i romani non vogliono»

4 Ago 2015 12:56 - di Franco Bianchini

Rieccolo Ignazio Marino. Parla di rom e immigrati. Sì, proprio così, all’improvviso si è reso conto che qualcosa non va. Lui vorrebbe risolvere i problemi, come nelle canzoni cuore-amore, appartamenti ai nomadi, magari vicino ai seggi elettorali, così non devono spostarsi troppo per dargli il voto. Ma trova ostacoli a causa di quei cattivoni di cittadini romani che s’infurierebbero parecchio. «A Roma – afferma infatti Ignazio Marino – la percentuale di rom, sinti e camminanti è molto elevata, superiamo largamente le ottomila presenze. Sono d’accordo che si debba superare il sistema dei campi, ma la maggioranza della popolazione romana ha una fortissima resistenza ad offrire loro la possibilità di avere case popolari».

«Riusciamo a portare a scuola il cinquanta per cento dei bambini dei campi con i pulmini del Comune – ha poi aggiunto Ignazio Marino – ma meno del venti per cento frequentano regolarmente. È una sfida culturale che il sindaco e la giunta non possono vincere da soli  I campi temporanei sono lì da vent’anni e sono raddoppiati».

Ignazio Marino scopre il problema dei profughi

«A Roma c’e’ un sovraffollamento» di immigrati e rifugiati, «è la seconda città d’Italia per l’accoglienza, ma non può accogliere il 18-20 per cento delle persone che arrivano nel nostro Paese. Non abbiamo le risorse», ha detto il sindaco più criticato d’Italia in Commissione Immigrazione alla Camera. «Ho sollevato i miei timori – ha specificato – per i migranti che vengono da luoghi dove proliferano ceppi della tubercolosi resistenti agli antibiotici. Sono stato rassicurato perché ci sono cinque livelli di controlli».

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