Distrutto un monastero cattolico: in Siria l’Isis dà la caccia agli infedeli

Militanti dell’Isis hanno distrutto nelle scorse ore il monastero cattolico di Mar Elian a Qaryqatayn, vicino a Homs in Siria, costruito nel quinto secolo dopo Cristo. La stessa Isis ha diffuso un video con i bulldozer al lavoro tra le rovine. Nel video – in realtà una serie di fotografie in successione, pubblicate sul sito Justpaste.it – si vede innanzi tutto la profanazione della chiesa, seguita dalla riesumazione dei resti di Sant’Elian – ucciso dai romani nel 285 – a chi il monastero era dedicato, e quindi la distruzione dello storico complesso, situato nel deserto siriano. Il monastero, considerato uno dei centri cattolici più importanti della Siria, era stato ricostruito a diverse riprese nel corso dei secoli e accoglieva ogni anno il 9 settembre in occasione della festa del santo, migliaia di pellegrini.

A maggio l’Isis aveva rapito il priore del monastero

Nel maggio scorso era stato rapito il responsabile del monastero, padre Jacques Mouraud. I sequestratori hanno fatto irruzione nel monastero e costretto padre Jacques a mettersi alla guida della propria auto e, sotto la minaccia delle armi, gli hanno imposto di dirigersi verso una destinazione sconosciuta. Si ipotizza che dietro il rapimento ci siano gruppi salafiti presenti nella zona, rafforzati dai recenti successi dei jihadisti di al-Nusra e dello Stato Islamico. Probabilmente gli stessi che hanno distrutto il monastero in queste ore. Il convento è legato al monastero di Mar Musa, del gesuita italiano Paolo Dall’Oglio, anche lui rapito, il 29 luglio 2013, mentre si trovava a Raqqa.

Contro l’Isis in Siria anche l’Australia?

Gli Stati Uniti hanno chiesto formalmente all’Australia di estendere ai cieli della Siria le operazioni di guerra aerea contro obiettivi dell’Isis – bombardamenti e ricognizioni – finora limitate all’Iraq. La richiesta – riferisce The Australian – è stata presentata all’ambasciata australiana a Washington e «chiede in primis di permettere agli aerei australiani di attraversare il confine in appoggio alle operazioni della coalizione per accrescere le capacità di neutralizzare i combattenti dello Stato Islamico che fuggono dall’Iraq». Il leader dei conservatori alla Camera, Christopher Pyne, senza confermare l’indicazione, ha detto che «il governo risponderà a qualsiasi richiesta dagli Usa, e ovviamente ci consulteremo con l’opposizione laburista». Gli aerei dell’Aeronautica australiana bombardano obiettivi dell’Isis dal settembre scorso, ma finora solo in territorio iracheno, su richiesta del governo di Baghdad.