Classifica dell’Economist: la Roma di Marino più violenta di Rio e Mumbai

La Roma di Ignazio Marino sotto il profilo della sicurezza personale sta peggio pure di Johannesburg, Città del Messico e Buenos Aires. A dirlo è una classifica al di sopra delle parti, stilata dall’Economist per il 2015. Quarantesimo posto su cinquanta città del mondo prese in esame. Un report allarmante, guarda la classifica integrale, quello del settimanale britannico tanto da venire accomunata con la sorte di Bruxelles, preciptata al 41mo posto. La città contrabbandata come esempio del multiculturalismo (tre abitanti su quattro sono immigrati o figli di immigrati) si è trasformato in un suk dove interi quartieri sono occupati da nordafricani e nei quali è rischioso semplicemente avventurarsi. Non a caso scrive l’Economist che sul piano della sicurezza personale, «Roma e Bruxelles non sono messe bene. Le capitali dell’Europa antica e di quella moderna sono rispettivamente al 40mo e al 41mo posto. Questo potrebbe essere spiegato con la prevalenza di criminalità di strada e di attività come il borseggio e le rapine, sulle quali il Dipartimento di Stato Usa ha messo in allerta i viaggiatori americani per entrambe le città». Accomunate dal buonismo della sinistra italiana ed europea. Il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Il 27mo posto dell’Economist? Una media ponderata che include rischi da hacker e terremoti

I pretoriani del sindaco Ignazio Marino leggono ovviamente la classifica alla maniera della statistica dei pollo di Trilussa. La classifica globale dell’Economist, dove Roma si piazza al ventisettesimo posto assoluto, verte infatti sulla media di quattro voci distinte. La prima voce è quella della Sicurezza digitale: la sicurezza contro il cybercrimine (quel che rischiamo collegandoci a internet da un computer di Roma rispetto a un computer di Shangai) e relativa al numero di telecamere a circuito chiuso distribuite in città. E qui Roma è l’ultima città d’Europa (al 35mo posto). C’è poi la sicurezza sanitaria. Il che vuol dire quanti ospedali, quali velocità di cure e quale aspettativa di vita hanno i romani rispetto agli abitanti di Zurigo o a quelli di Tokyo. E qui i meriti di Marino sono pari allo zero. La terza voce è la sicurezza delle infrastrutture. E cioè quale sicurezza delle strade e qual è il numero di morti causati da disastri naturali. E pure qui Marino ha poco di cui vantarsi. La quarta voce, appunto quella della sicurezza personale,  è definita dall’Economist «l’aspetto tradizionale della sicurezza della città in termine di livellii di criminalità e di attività illegali, relativamente a fattori come il livello di polizia impiegata e la frequenza di crimini violenti». Ed è qui che il sindaco di Roma ha responsabilità importanti ed è bocciato senza appello. Griderà anche stavolta al complotto?

LA CLASSIFICA DELL’ECONOMIST SULLA SICUREZZA PERSONALE

  • 1  Singapore
  • 2  Osaka
  • 3  Tokyo
  • 4  Stoccolma
  • 5  Taipei
  • 6  Hong Kong
  • 7  Toronto
  • 8  Melbourne
  • 9  Amsterdam
  • 10  Sydney
  • 11  Barcellona
  • 12  Londra
  • 13  Zurigo
  • 14  Doha
  • 15  Lima
  • 16  Francoforte
  • 17  Washington DC
  • 18  Istanbul
  • 19  Seoul
  • 20  Mumbai
  • 21  San Francisco
  • 22  Nuova Delhi
  • 23  Los Angeles
  • 24  Parigi
  • 25  Chicago
  • 26  Bangkok
  • 27  Milano
  • 28  New York
  • 29  Montreal
  • 30  Shanghai
  • 31  Rio de Janeiro
  • 32  Abu Dhabi
  • 33  Madrid
  • 34  Ho Chi Minh City
  • 35  Tianjin
  • 36  Buenos Aires
  • 37  Città del Messico
  • 38  Shenzhen
  • 39  Johannesburg
  • 40  Roma
  • 41  Bruxelles
  • 42  Riyadh
  • 43  Kuwait City
  • 44  Guangzhou
  • 45  Jakarta
  • 46  San Paolo del Brasile
  • 47  Teheran
  • 48  Pechino
  • 49  Mosca
  • 50  Santiago del Cile