Usa, sparatoria in un cinema: tre morti. Sfogo di Obama contro le armi

È di tre morti il bilancio di una sparatoria in un cinema di Lafayette, nello Stato Usa della Louisiana, dove un uomo ha aperto il fuoco sulla folla uccidendo due donne, ferendo sette persone e, infine, suicidandosi.

Un killer silenzioso

L’inferno si è scatenato durante lo spettacolo serale, una ventina di minuti dopo l’inizio del film Train wrech. L’uomo ha iniziato a sparare. Una donna che era nella sala ha raccontato al giornale locale, The Advertiser, di aver udito un forte rumore, «e abbiamo creduto che fosse un fuoco d’artificio». Era invece, ha proseguito, «un uomo bianco anziano», in piedi, che sparava e «non diceva nulla, non ho neanche udito le persone urlare». Ma ha invece udito circa sei spari e a quel punto è fuggita.

Le indagini e le cause della sparatoria

Secondo quanto ha poi reso noto il capo della polizia locale, Jim Craft, l’uomo che ha aperto il fuoco era un bianco di 58 anni. Ha agito da solo, usando una pistola. Quando gli agenti sono arrivati nel cinema era già morto. «Ancora non sappiamo se è stato un atto a caso o se ci sia una situazione diversa», ha detto Craft. Un altro testimone ha detto di aver udito «un gruppo di ragazze urlare in preda al panico» e di aver visto qualcuno che era stato colpito. «C’era un sacco di gente che correva». Suo fratello, citato dalla Cnn, ha raccontato di aver visto una donna colpita all’addome: «Aveva il vestito coperto di sangue. Mi guardava ed era completamente terrorizzata».

L’angoscia di Obama per le armi negli Usa

Il governatore della Louisiana, Bobby Jindal, si è recato sul posto, e via Twitter ha esortato a «pregare per le vittime del Grand Theatre e le loro famiglie». La sparatoria avviene a pochi giorni dalla sentenza di condanna di James Holmes, il ragazzo che il 19 luglio di tre anni fa uccise 12 persone e ne ferì altre 70 in un cinema di Aurora, in Colorado. Proprio nella giornata della sparatoria, il presidente Barack Obama aveva peraltro rivelato alla Bbc che il non essere ancora riuscito a far passare in Congresso una legge «di buon senso» per il controllo delle armi, «anche davanti ai ripetuti omicidi di massa», è per lui particolarmente frustrante. Si tratta della questione in cui è stato «più frustrato e ostacolato», ha affermato, sottolineando che «gli americani uccisi dal terrorismo dall’11 settembre 2001 sono meno di cento, quelli uccisi dalla violenza delle armi sono decine di migliaia».