Il Tar salva Chiamparino. Forza Italia e Lega: «Sentenza ad personam»

Il Tar del Piemonte ha dichiarato inammissibili i ricorsi elettorali contro alcune delle liste che hanno sostenuto la candidatura di Sergio Chiamparino a presidente regionale. Il procedimento continua per una sola lista ed è stato aggiornato al 29 ottobre. Il ricorso è stato giudicato “ammissibile” soltanto per alcuni aspetti legati alla lista provinciale di Torino “Pd-Chiamparino presidente”. «Se veramente c’erano le firme false, non ci resta che constatare che in questo Paese non conta che cosa si fa, ma chi lo fa». Così Gilberto Pichetto, capogruppo di Forza Italia in Regione Piemonte commenta quanto deciso dal Tar sulla vicenda firme false. «Da una prima valutazione – osserva – la sentenza che comunque assolve Chiamparino risulta una sentenza ad personam. Detto tutto questo mi pare però che il procedere con la querela di falso sulla lista del Pd dimostri che qualcosa di non chiaro c’era e c’è su tutta la questione». Altrettanto duro il commento della Lega.  «Il Tar del Piemonte salva Chiamparino e il Pd. Che schifo. Le firme false, se sono di sinistra, sono meno false? Alla faccia della giustizia. Ma non finisce qui». Questo il commento a caldo del segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini. 

Chiamparino esulta, ma nel Pd torinese ci sono 13 indagati

Da parte sua, Chiamparino reagisce alla sentenza come se niente fosse. «Il dispositivo della sentenza del Tar dice in modo chiaro ed ineluttabile che la legittimità formale della mia candidatura e quindi della mia elezione non è in dubbio». Tuttavia, sul discorso delle firme false, Chiamparino non può fare a meno di ammettere «che il Pd di Torino segnala dei problemi che dovrà gestire in modo da consentire di rispondere al mandato ricevuto». Ma i grillini lo avvertono: «Chiamparino aveva preteso “piena chiarezza” in vista della sentenza del Tar, e “piena chiarezza” non è arrivata. Dunque ne tragga le conclusioni e si dimetta subito». E’ quanto sostiene il gruppo regionale M5S Piemonte. «Da una parte – afferma – i giudici amministrativi hanno accolto i rilevi sulla correttezza della lista torinese del Pd, fissando una nuova udienza per il 29 ottobre. Dall’altra, nonostante siano stati respinti i ricorsi su listini, per lista Pd a Cuneo e lista Monviso resta sempre in piedi il possibile ricorso al Consiglio di Stato, che sovente ha ribaltato le decisioni del Tar Piemonte. Senza contare che resta in piedi l’inchiesta penale che vede ogni giorno aumentare il numero degli indagati tra le fila democratiche, ad oggi dovrebbero essere ben a tredici».