Signorini mette Paolo Mieli nudo su “Chi”: è la fine di un’epoca

Paolo Mieli nudo, ovvero: la fine di un’epoca. Perplessità e silenzio. Cosicche, noi che guardiamo, ci sentiamo un po’ increduli e un po’ basiti. E ci sembra pure così di somigliare al vecchio, caro Fracchia. Comunque sia, il fatto è gustoso. Paolo Mieli nudo è una specie di nemesi. Le foto in costume adamitico dell’ex mega-super-extra-maxi direttore del Corriere della Sera e di Rcs, l’uomo che ancora cosparge quotidiani e tv di sorriso e buonsenso, pubblicate da quel tipo senza vergogna di Alfonso Signorini sul settimanale  “Chi” non sono solo uno scoop gossipparo. Rischiano di essere una pietra miliare del giornalismo. Di quello che fu e di quello che sarà. Perchè fu, nel senso di passato appunto, il tempo in cui l’ex direttore intoccabile e immarcescibile dettava i tempi alla politica e al costume dello Stivale. E distribuiva con oculatezza e parsimonia patenti di bon-ton e attestati di moralità. Questo si, questo no, ha detto Paolo Mieli. Si può fare, non si può fare. Si può scrivere, non si può. Il tempo dell’invenzione geniale della Casta contro cui indirizzare il pubblico disprezzo e lo spontaneo dileggio di una popolazione che cominciava ad essere impaurita dall’improvvisa crisi economica. Casta principio e fine di ogni male, che a farne parte – manco a dirlo – erano sempre i peggiori, quelli magari arricchiti, ma brutti sporchi e cattivi, quelli anche un po’ ridicoli e un po’ cialtroni. Comunque gli altri. Quelli che nudi li dovevi proprio vedere, ne avevi il diritto. E li dovevi ridicolizzare: dentro e fuori. Gente buona per una notte al Billionaire, mica per una sdraio all’Ultima spiaggia. E invece eccolo l’intuito di quella belva di Signorini: il giornalismo che sarà. Eccolo quì, il futuro pronto e pimpante dell’informazione prossima ventura. Senza veli e senza falsi pudori. Che si presenta con le bianchicce e non certo toniche immagini di un Paolo Mieli colto impietosamente dall’obiettivo in quel di Sabaudia. Orrore! Il re è nudo. E lo stanno guardando tutti.