Il complotto dei piedi sporchi: il web ride per le “denunce” del grillino Crimi

I piedi sporchi, in genere, si lavano in famiglia. Ma i grillini, dai tempi dello streaming con Renzi, non vogliono avere segreti per nessuno e così hanno scelto di sbattere perfino le foto di quei piedini di bambino impolverati sul web per denunciare un possibile episodio di mala-pulizia, un mistero internazionale coperto dai poteri sporchi, un inquietante caso di inquinamento delle suole. Sul web è giù un tormentone, lo chiamano “il complotto dei piedi sporchi”. E la teoria dei Cinquestelle è lunga e articolata. Se andate in vacanza e tornate a casa dopo quindici giorni, vi accorgerete anche voi che qualcosa non torna: camminando scalzi potreste ritovarvi, udite udite, le piante dei piedi sporche di polvere. Perché? Come mai? Cosa c’è sotto? Eventi inspiegabili, secondo i grillini, che sulla trasparenza, anche dei pavimenti di casa, hanno fatto il loro cavallo di battaglia politica. Se dovesse capitare anche a voi di ritrovarvi tracce di Polvere Volante non Identificata e  di non sapere perché, avete due alternative: o chiamate il 118 e vi fate rcoverare per un inizio di esaurimento nervoso o vi potere rivolgere alla delegazione parlamentare di M5S, che lavora sullo scottante “giallo”, anzi “grigio”, sollevato dalla fervida mente dell’ex capogruppo al Senato Vito Crimi sul proprio profilo Facebook. E meno male che lui stesso, prima di pubblicare questa lettera-denuncia di un suo amico bresciano, con tanto di foto dei piedi sporchi del figlio, si premuniva così: “Leggete, prima di ridere”. Ma alla fine si è reso conto in prima persona che tutti hanno riso prima ancora di finire di leggere.

La denuncia dei piedi sporchi a Crimi

«Ciao a tutti, molti di voi rideranno guardando l’immagine allegata (quella in alto ndr) – è scritto sul profilo Fb di Crimi – Penserete forse che il caldo di questi giorni mi abbia dato alla testa o che si tratti semplicemente di uno scherzo di cattivo gusto. Purtroppo la realtà supera spesso la fantasia e in questo caso la realtà potrebbe essere più grave di quello che si pensi…. Ma veniamo ai fatti. Dopo le vacanze al mare siamo ritornati a casa a Ghedi. Premetto che prima di andare via la casa era in perfetto ordine (metti che i ladri trovino la polvere sui mobili o il pavimento sporco…). Come è normale tutti gli scuri erano chiusi ma dietro qualcuno di essi qualche porta è rimasta socchiusa per favorire un minimo di ricambio dell’aria di casa. Ebbene dopo due settimane ecco quello che si è depositato sul pavimento di casa e raccolto dai piedini di mio figlio. Quello che mi spaventa è che non si tratta della normale polvere. È una polvere nera e sottile, più fine della fuliggine. Sembrano i piedi di uno spazzacamino. Peccato che questa volta le polveri sono contenute nell’aria che respiriamo e che finisce nei nostri polmoni… Cosa possiamo fare? Innanzitutto capire se e come deve essere monitorata la qualità dell’aria. Cosa si misura, con quale frequenza, quali sono i valori di soglia e se i dati debbano essere pubblici oppure no…». Eccolo lì, il complotto: qualcuno ci nasconderebbe i dati sulle polveri che si depositano in casa quando siamo assenti. Il web, ovviamente, ha reagito sollevando un polverone, vero.

La rete si sganascia ancora

È tutto vero! È un inquinante pazzesco, i governi non vogliono che si sappia perché scoppierebbe il caos! Anche io ho fatto la prova in casa, se non pulisci dopo alcuni giorni si deposita su ogni superficie!! Ho letto su un blog che si chiama polvere”, scrive un lettore di Crimi. “LEGGETE PRIMA DI RIDERE”. Ho letto e ho riso molto. Grazie magico Creamy”. “Io ho pianto, invece”, dice un altro. “Purtroppo è che per colpa delle scie chimiche prodotte illegalmente in Grecia, pagate dall’Euro e dall’Europa (con prestiti Fmi obbligati dalla Merkel, madre illegittima dei fratelli Matteo e Silvio), le polveri si accumulano a Ghedi in provincia di Brescia. Ho sentito Varoufakis abbiamo trovato la soluzione. Scie chimiche parallele che inebriano l’ambiente e fanno apparite la polvere trasparente”. Ma forse la soluzione a questi complotti internazionali è sempre la più semplice: «Magari non è che si è posata della normale polvere e che dopo quindici giorni è ora di lavare il pavimento?». Nooo.