“Berlusconi mi ha chiamato subito: io ho tanti amici”: il day after di Azzollini

Presidente Azzollini, dica la verità: si aspettava questo esito positivo?  «No. Fino alla fine – spiega Azzolini intervistato da “Il Messaggero” – ero incerto su come sarebbe andata a finire. Poi, quando ho visto il numero così alto dei voti in mio favore, sono stato particolarmente soddisfatto». Il Pd le si è rivelato amico? «Che bello scoprire, ma forse lo sapevo già, di avere tanti amici. Ma tutti hanno giudicato sulla base dei fatti e solo sulla quella base. Un’altra cosa che mi ha fatto piacere è stato il numero dei votanti: 302. C’era praticamente l’intero Senato presente, a riprova che la materia è stata giudicata importante».

“Renzi non mi ha chiamato. Berlusconi sì”, gongola Azzollini

Il Pd lo ha voluto salvare per salvare il governo, ossia per realpolitik? «Non direi proprio che sia esistito un collegamento tra la mia vicenda e la tenuta dell’esecutivo». Le prime telefonate di congratulazioni che ha ricevuto quali sono state? «Mi hanno chiamato in tanti». Renzi? «Lui, no». Alfano ovviamente, sì? «Ovviamente». Anche Berlusconi si è fatto sentire? «Mi ha telefonato pure lui e mi ha detto: sono contento per tè e per il Senato che ha firmato una buona pagina politica. Mi ha fatto gli auguri per la prosecuzione della vicenda giudiziaria e io l’ho ringraziato».

Azzollini sicuro: “Continuerò a difendermi nelle sedi giudiziarie”

Non le avrà mica consigliato di comportarsi, nei processi, come fa lui? «Io continuerò a difendermi nelle sedi giudiziarie. Rispettando tutte le regole del processo». Mentre ascoltava in aula i grillini che lo dipingevano a tinte fosche, che cosa pensava? «Ascolto sempre con attenzione tutti. Hanno usato strumenti verbali di natura polemica e io ho risposto che non avrei risposto a nessuna polemica». Con il voto di ieri si è interrotto il giustizialismo tipico del Pd? «Faccio fatica a inquadrare questa vicenda in contesti partitici, E’ stata fatta una valutazione obiettiva dei fatti e ne è scaturito un giudizio sereno».