«Potrò riabbracciare la mia bimba»: le parole del capotreno dopo l’intervento

«Questa è stata la notte più brutta e lunga della mia vita, mio marito è una roccia anzi la nostra roccia!». Nelle parole scritte sulla bacheca Facebook da Anna Maria Ferrara c’è la forza di chi non vuole arrendersi nonostante il dolore. Il messaggio è pubblicato  poche ore dopo l’intervento chirurgico che suo marito Carlo Di Napoli ha subito all’ospedale Niguarda di Milano. Tre équipe si sono alternate per evitare l’amputazione del braccio al capotreno di 32 anni che è stato aggredito con un machete da un gruppo di ragazzi sudamericani appartenenti alla gang Ms13 quando ha chiesto loro di mostrargli il biglietto sul treno alla stazione ferroviaria di Villapizzone, a Milano. «È incredibile, non ci posso credere, quel povero capotreno è stato ferito per un motivo così futile.  Questo fa capire il grado di violenza gratuita di quei ragazzi. Avrebbero potuto aggredire chiunque», si legge nei commenti della rete.

Capotreno aggredito, la solidarietà dei colleghi e della rete

Scossi anche i dipendenti di Trenord che hanno fatto visita a Di Napoli al Niguarda. «Sappiamo che questo lavoro è pericoloso perché si è a contatto con tante persone di ogni tipo», hanno commentato Alfredo Chiancone e Pietro Di Fiore, rispettivamente responsabile condotta e responsabile scorta capotreno di Trenord. «Siamo abituati agli incidenti, a tanti tipi di problema, ma questa cosa è terribile. C’è un sistema di telecamere sui treni e in banchina. Sicuramente ci sarà qualche immagine valida che aiuterà a individuare i responsabili. Il capotreno ferito è stato assunto nel 2006, ormai ha tanta esperienza». «La cosa più importante – ha detto dal letto dell’ospedale Di Napoli – e che potrò riabbracciare la mia bimba di 5 mesi».

Troppo alto è il livello di insicurezza

«Avevo intuito che c’era una situazione strana – ha aggiunto – e per questo ho chiesto al mio collega se poteva stare ancora un po’ con me nonostante avesse finito il turno». L’altro ferroviere è stato colpito a sua volta alla testa riportando un trauma cranico giudicato non grave dai medici del Fatebenefratelli. «Hanno avuto entrambi coraggio – ha dichiarato l’assessore regionale Mario Mantovani – per questo ho voluto portar loro la solidarietà delle istituzioni. Episodi come questo non dovrebbero mai accadere, soprattutto sul trasporto pubblico della Lombardia». L’assessore alla Mobilità della Regione Lombardia Alessandro Sorte di Forza Italia ha chiesto «militari in tutte le stazioni e forze dell’ordine armate sui treni pronte a sparare». Una necessità che sarebbe conseguenza di «un livello di insicurezza troppo alto». Dello stesso avviso il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, che invoca «tolleranza zero» e parla di una città nel caos. «Dopo i fatti della giornata di ieri in stazione Centrale e la gravissima aggressione avvenuta in serata nella stazione di Villapizzone dobbiamo trarre una triste conclusione: la Milano di Expo è fuori controllo».