Medjugorje, la Chiesa rischia lo scisma se Papa Francesco dice no

Gli esperti ne sono convinti: una eventuale sconfessione di Medjugorje rischia di provocare un terremoto nella Chiesa. Per questo, in attesa che la Santa Sede ne renda pubblici i risultati, gli analisti sono pronti a scommettere su una decisione interlocutoria dopo il lavoro svolto dalla Commissione d’inchiesta vaticana guidata dal cardinale Camillo Ruini.

Il Papa contro i veggenti

La relazione è pronta ed è stata consegnata nelle mani di papa Francesco. Spetterà a lui, ora, emettere il “verdetto”, che comunque non sarà indolore. Quale sia l’orientamento del Pontefice, infatti, è già apparso chiaro quando, in una omelia di qualche giorno fa, ha detto che «la Madonna non manda emissari». I veggenti, o presunti tali, dunque, sono al centro delle attenzioni di Bergoglio. «Il Pontefice sta preparando tutti alla decisione sul caso Medjugorje sgombrando il campo dal chiacchiericcio e dal fantastico», ha detto il presidente della Pontificia facoltà teologica “Marianum” di Roma, Salvatore Maria Perrella, che è anche membro della Commissione di Ruini.

L’allarme sul «rischio scisma»

E proprio sui veggenti, salvaguardando invece le manifestazioni di fede dei credenti, dovrebbe puntare il Papa secondo Vittorio Messori. Per il giornalista e storico, infatti, se Bergoglio «sconfesserà le apparizioni della Madonna rischia lo scisma». «Se si sconfessassero non i vescovi ma le apparizioni addirittura temo qualcosa come uno scisma, perché Medjugorje ha rappresentato in questi anni il maggior movimento di masse di una cattolicità malridotta, dopo il Concilio», ha precisato Messori a Radio Anch’io, nel giorno del 34esimo anniversario della prima apparizione a sei giovani veggenti e alla vigilia della pubblicazione della “sentenza” vaticana. Tantissima gente «a Medjugorje – ha proseguito Messori – o ha ritrovato la fede oppure ha rafforzato una fede un po’ impallidita»

Verso una decisione interlocutoria?

Alla luce di queste valutazioni, dunque, il giornalista ha spiegato di credere che «la decisione sarà interlocutoria»: non una mannaia sul culto, ma un compromesso che lo salvaguardi, mandando in soffitta i soli veggenti. «Se continuerà a essere autorizzato il culto ci sarà probabilmente un riconoscimento di quella chiesa come santuario, senza però fare riferimento alla sua origine», ha detto Messori, ricordando che i fedeli si radunano in santuari che per la gran parte hanno origini che non possono essere documentate storicamente.