Adriano Sofri, mandante del delitto Calabresi, sarà consulente del ministro…

È Adriano Sofri, il leader di Lotta Continua condannato a 22 anni di carcere (ma da tempo in libertà) quale mandante dell’omicidio del Commissario di Polizia Luigi Calabresi avvenuto a Milano nel 1972, uno degli “esperti” chiamati dal Ministro della Giustizia Andrea Orlando per riformare il sistema penitenziario italiano. Lo annuncia in una nota il sindacato di polizia penitenziaria Sappe, considerando “la presenza di Sofri tra gli esperti un fatto assai grave e inaccettabile”. Secondo il segretario del Sappe, Donato Capece, “è inaccettabile e inammissibile la decisione del ministro Orlando, siamo letteralmente saltati sulle sedie quando abbiamo letto il decreto con cui il ministro Guardasigilli ha insediato gli esperti per dare esecuzione agli annunciati Stati Generali sulla esecuzione penale” aggiunge il sindacalista. Il Sappe auspica “che il Capo dello Stato Sergio Mattarella intervenga su quella che è una scelta del ministro della Giustizia inopportuna e inadatta”.

Orlando, Sofri e gli spot sulla riforma

“Raccontare a manager, banchieri, avvocati, investitori come e in quale direzione sta cambiando la giustizia civile in Italia”: in una lettera al Sole 24 Ore, il ministro della Giustizia  parla del suo “mini road show” all’estero – Prima Francoforte, ora New York, poi Londra e Parigi – per far conoscere i “passi avanti” fatti “a poco più di anno dall’insediamento del governo Renzi”. I punti salienti della riforma sono, Sofri a parte, “innanzitutto l’ informatizzazione del processo civile. In secondo luogo, l’ intervento di razionalizzazione degli uffici giudiziari e la costruzione di corsie preferenziali per le imprese attraverso la specializzazione dei tribunali”, scrive Orlando. “In terzo luogo, la degiurisdizionalizzazione”, cioè le “risoluzioni alternative al contenzioso (mediazione, negoziazione assistita, arbitrato), sulle quali noi ora stiamo scommettendo con decisione anche attraverso lo strumento degli incentivi fiscali. Sulle carceri, nessun accenno ai consulenti.