La destra francese si chiamerà Partito Repubblicano. Sarkozy come il Cav

Non solo Silvio Berlusconi, non solo in Italia. Anche Nicolas Sarkozy in Francia si ispira agli americani per rilanciare il partito e sceglie il nome “Les Républicains” per la costruzione del nuovo corso. Gli iscritti all’Ump, in questi giorni, sono chiamati a esprimersi online, e i pronostici della vigilia dicono che confermeranno l’indicazione dell’ex presidente della Repubblica, di recente tornato alla guida del partito.

A cosa serve il “Partito Repubblicano” francese

Diversi motivi, secondo gli analisti, hanno spinto Sarkozy a battersi per il cambio di nome: la necessità di far dimenticare il passato, tra sconfitte elettorali e lotte interne; la volontà di darsi ancora di più una connotazione di destra a vocazione maggioritaria, anche grazie al richiamo diretto alla Republique, che è sinonimo di Francia; l’urgenza da un lato di marcare le differenze dalla destra del Front National e dall’altro di smarcarsi dalle ironie della sua leader che spesso e volentieri ha parlato di UmPs, sommando il nome dell’Ump a quello dei socialisti del Ps, un po’ come faceva Grillo in Italia parlando di “Pd meno L”. Fatte le debite differenze di contesto, insomma, il piano non sembra poi così dissimile da quello del Cav per il Partito repubblicano italiano.

La sinistra in tribunale contro “Les Républicains”

Se si guarda alle reazioni allarmate che ha provocato, l’operazione “Les Républicains” promette di avere più di qualche chance di successo. Per avere la possibilità di utilizzare quel nome, infatti, Sarkozy ha dovuto affrontare una battaglia legale: quattro associazioni di sinistra e alcuni cittadini hanno fatto ricorso, sostenendo che «siamo tutti repubblicani, come dice il primo articolo della Costituzione». L’ha spuntata Sarkò, che si è visto riconoscere il diritto a chiamare il suo partito in quel modo e che, in barba ai ricorsi, si prepara a tenere ufficialmente a battesimo “Le Republicains” in questo fine settimana: sabato è convocato un congresso di rifondazione del partito, durante il quale nei piani del suo leader dovrebbero essere modificati anche lo statuto e l’organico.