A due anni dal varo delle nozze gay in Francia è boom. Di divorzi…

“L’amore dura tre anni”, le nozze gay anche meno: a esattamente ventiquattro mesi dall’approvazione del “Mariage pour tous”, la legge voluta dal presidente Francois Hollande per la legalizzazione delle nozze omosessuali, in Francia arrivano le prime richieste di divorzio tra persone dello stesso sesso. Se la grande maggioranza delle 17.500 coppie convolate a nozze negli ultimi due anni grazie alle nuove disposizioni continuano a vivere giorni felici, parte di esse ha deciso di ricorrere in tribunale per porre fine all’amore eterno. “Non è un fenomeno di vasta portata, ma ho già delle procedure in corso”, conferma Emilie Duret, avvocato al tribunale di Parigi, intervistata oggi dal Parisien. L’avvocato spiega che si tratta solo “delle prime richieste e chiaramente suscitano più clamore”. Soprattutto tra i giudici, che “non hanno ancora l’abitudine”. Come un altro centinaio di colleghi in Francia, la giovane donna è tra gli avvocati iscritti al sito internet “Divorce-gay.fr”, che promette accoglienza e competenze “gay friendly” ai candidati alla separazione. Lanciata due anni fa, la piattaforma internet ha sonnecchiato per lungo tempo. Ma ora i clic si moltiplicano e con essi le richieste di separazione. Anche se le procedure da seguire sono esattamente le stesse del divorzio etero. E non mancano i dossier delicati. Emilie Duret racconta il recente caso di una donna lasciata dalla moglie con un bebè avuto da poco con la procreazione medicalmente assistita all’estero. Come per alcune coppie etero, l’arrivo tanto sperato di un bimbo può far vacillare la coppia e spingerla alla separazione.

Nozze gay con divorzio “pacifico”

Stando a molti avvocati specializzati, tuttavia, i primi divorzi tra gay si distinguono per scarso livello conflittuale. “In genere sono tutti molto ragionevoli”, osserva Catherine Clavin, iscritta all’ordine degli avvocati di Marsiglia. «Mi sto occupando di un divorzio consenziente in cui le miei clienti si erano sposate solo per tutelare il bambino, la vita le aveva già separate, ma tenevano a legalizzare la prole». Ma tra gli adepti del “Divorce pour tous” ci sono anche coppie che si sono fatte prendere da una sorta di “euforia iniziale” del matrimonio e ora vogliono fare marcia indietro, sintetizza Florian Louard, avvocato a Macon, con già tre divorzi gay alle spalle. «Sono coppie non necessariamente giovani ma assai recenti e immature, hanno adorato potersi sposare in pompa magna, ora però detestano la routine. O anche vecchi compagni già in rotta che pensavano di ravvivare la fiamma ufficializzando il rapporto». Come per tutte le unioni, alla base del divorzio gay possono anche esserci aspre discussioni dovute a questioni patrimoniali. In attesa di nuove separazioni, gli avvocati “gay friendly” comunque e sempre impegnati con le consultazioni su adozioni, donazioni, scelta dei nomi. «Per dirla tutta – assicura Patrice Roméo, avvocato a Nizza – ho ancora tantissime richieste di consulenza per i Pacs, le unioni civili lanciate nel 1999 dal governo di Lionel Jospin. E che malgrado il “Mariage pour tous” continuano ad essere sempre in voga.