Tripoli, bombardato l’aeroporto. L’Onu a Tobruk: «Così minate i negoziati»

Un aereo dell’aviazione libica ha bombardato una postazione nel perimetro dell’aeroporto di Tripoli. La notizia è stata riferita da al Jazeera e poi confermata da fonti libiche della Capitale, mentre il capo di Stato maggiore dell’Esercito nazionale, Abdel Razek Al-Nazouri, annunciava che «la liberazione della città avrà luogo nelle prossime ore», chiarendo che «l’esercito libico entrerà a Tripoli attraverso tutti gli assi».

I negoziati a rischio

Ma le operazioni militari, lanciate dal governo di Tobruk, riconosciuto a livello internazionale, contro la coalizione di milizie “Fajr Libya”, che controlla la Capitale e sostiene l’autoconvocato parlamento di Tripoli, rischia di compromettere in modo irreparabile i negoziati tra le parti che, sotto la supervisione dell’Onu, sono in corso in Marocco, nel difficile tentativo di dare vita a un governo di unità nazionale.

La posizione dell’Onu

«Le attività militari sul terreno sono inaccettabili e le dichiarazioni arrivate nelle ultime ore da responsabili libici rappresentano una seria minaccia che condizionerà il negoziato», ha detto l’inviato speciale delle Nazioni Unite, Bernardino Leon, commentando «l’inizio della liberazione di Tripoli» annunciato l’altro giorno da Tobruk. Le Nazioni Unite, in una nota, avevano anche fatto «appello a tutti i protagonisti politici e militari a interrompere queste azioni, che avranno un impatto non solo sul negoziato, ma sulla vita dei cittadini libici, e sulla regione». La comunità internazionale aveva quindi avvertito di non poterle accettare, soprattutto «perché abbiamo visto in questi giorni libici entrambe le parti – Tripoli e Tobruk – combattere il terrorismo e l’Isis». Una circostanza che, per l’Onu, doveva essere una occasione «per unirsi» e «una opportunità per i libici, per continuare a lavorare sul dialogo per una soluzione politica». Soluzione che ora appare più lontana.