Roma, il quartiere della Boldrini e Nanni Moretti inizia a somigliare al Bronx

Chissà se Pier Paolo Pasolini, mentre scriveva le storie borderline dei “ragazzi di vita” che animavano nel dopoguerra i viali di Monteverde, avrebbe mai immaginato che quel quartiere dove aveva vissuto e creato opere immortali, sarebbe diventato con gli anni più simile al Bronx newyorkese che a una popolare borgata romana. Le ultime segnalazioni, di questa notte, riguardano una serie di auto a cui hanno distrutto i vetri per rubare all’interno stereo e altro, nella zona “vecchia” del quartiere: ma già da qualche mese un gruppo su Fb (cliccare qui) dedicato alla comunità di Monteverde – che nasceva per segnalare iniziative culturali e commerciali – è diventato una sorta di bollettino di guerra quotidiano: vandalismo, furti in casa, scippi, sparizioni di auto, scooter e biciclette, rapine di tutti i tipi.

 Un quartiere “bene”, tra vip, stranieri e romani doc

Qualcosa è cambiato, da qualche mese, a Monteverde, quartiere popolare, proletario e di sinistra ma con zone molto “in” dove abitano o hanno abitato attori come Nanni Moretti, Carlo Verdone, musicisti come Nicola Piovani, che spesso pranza al ristorante Il Focolare con Roberto Benigni, ma anche luogo di artisti come il mago Silvan, politici come Massimo D’Alema, Giovanna Melandri e Gianfranco Fini, ma monteverdina è anche l’attuale presidente della Camera Laura Boldrini, giusto per fare qualche nome. In effetti Monteverde, immortalata nelle prime, straordinarie immagini della Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, è un’oasi di cultura pop, un luogo dell’anima, un cammeo nel verde della Roma dei piani alti, con le sue ville e i suoi giardini, il panorama, la socialità, l’integrazione, con una forte presenza di stranieri “romanizzati” che vivono tra le mura storiche dell’epopea garibaldina. Peccato che neanche tra i viali del Gianicolo presidiati dalle camicie rosse si stia tranquilli, ormai. Qualcosa è cambiato, in un quartiere che negli ultimi mesi sta vivendo un’aggressione lenta e inesorabile da parte di predatori urbani che seminano terrore e insicurezza, nonostante i due presidi di polizia e  carabinieri.Peccato perché Monteverde, Vecchio e Nuovo, è forse l’unico quartiere di Roma che possa ancora definirsi tale, insieme a Testaccio e Trastevetere, un contesto dove i ricchi e i meno abbienti convivono in una miccroeconomia nella quale ad ogni esigenza corrisponde un nome, un servizio una persona, un monteverdino.

La sicurezza a Roma non è un problema solo in periferia

Eventi drammatici, favoriti anche dal bivacco di roulotte e camper di barboni sotto le Mura Gianicolensi, erano già accaduti, con l’omidicio di un giovane solo due anni fa da parte di un clochard. Ma qui la questione è di bassa manovalanza criminale, non di gesti folli o di grande criminalità. Qualcosa deve essere accaduto se la piccola malavita ha capito che lì c’è da razzolare bene, tra donne anziane, indifese e aree verdi poco sorvegliate, altrimenti non si spiega perché ogni giorno le denunce si accatastino sempre più numerose sulle scrivanie delle forze dell’ordine, alle prese con i soliti problemi di uomini e mezzi. Ormai gli scippatori colpiscono a qualsiasi ora del giorno e con chiunque, soprattutto nella zona centralissima di via Carini, quella considerata più “facoltosa” e dove il bottino, evidentemente, risulta più appetibile: un mese fa una persona anziana, a piazza Rosolino Pilo, è stata trascinata per strada, con danni fisici importanti, per portarle via la borsetta.

A Monteverde un clima di terrore tra i passanti

Ma la tecnica più collaudata, ormai, è quella del salto del marciapiede, con incursione di scooter dove la gente, ignara, passeggia. Qualche giorno fa una donna è stata aggredita, alle sei di sera, di sabato, davanti a tutti, su un marciapiedi di via Carini da due giovani che non si sono preoccupati di poter far male alla bambina di due anni che le camminava affianco, utilizzando gli “scivoli” di inizio e fine marciapiedi per fuggire via con lo scooter. Ma basta farsi un giro ogni mattina per il quartiere per tendersi conto che anche la banda delle auto entra in azione praticamente ogni notte. Il problema della sicurezza è nazionale, sia chiaro, e riguarda tutta Roma, ma che in alcune zone della città sia stata abbassata la guardia, anche come presidio dei vigili, è sotto gli occhi di tutti. Sarebbe il caso che della questione si occupassero di più e meglio le forze politiche che siedono nel consiglio municipale, guidato da Cristina Maltese, attivissima su altri fronti ma un po’ meno sulla sicurezza, su cui farebbe bene a unire anche le forze anche di opposizione, nell’interesse di un quartiere dal quale, se continua così, saranno in tanti ad andare via. Magari per un luoghi ormai quasi più sicuri, come Tor Bella Monaca o Scampia.