Meloni abbraccia Stacchio: «Sei un eroe. Una legge per chi si difende»

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia-An, ha fatto visita questo pomeriggio a Ponte di Nanto al benzinaio Graziano Stacchio, l’uomo indagato per aver esploso un colpo di fucile che ha ucciso un bandito la settimana scorsa, durante una rapina alla gioielleria Zancan, a fianco del suo distributore. «Stacchio è un eroe – ha detto Meloni – e si è comportato come tutti dovrebbero comportarsi. Lo Stato lo indaga, invece meriterebbe una medaglia». Con il benzinaio ha incontrato la parlamentare anche il titolare del negozio preso di mira dai banditi, Roberto Zancan. Meloni ha espresso ad entrambi la propria solidarietà. Alla presidente di Fratelli d’Italia-An è stata quindi consegnata una cartellina contrassegnata con il titolo Legge Stacchio. Si tratta della proposta avanzata dai sindaci della zona affinché la prima legge che verrà portata in Parlamento inerente la sicurezza dei cittadini, o una qualsiasi riforma della legge sulla legittima difesa, porti il nome del benzinaio di Nanto.

 Fratelli d’Italia per la difesa legale di Stacchio

La leader di Fratelli d’Italia è andata in Veneto per incontrare, insieme al sindaco di Albettone Formaggio, i due protagonisti della drammatica vicenda e per esprimere loro la vicinanza e la solidarietà di tutto il movimento. Giovedì Fratelli d’Italia-An ha lanciato una campagna di raccolta fondi per sostenere la difesa legale di Stacchio e il gruppo parlamentare di FdI-An attiverà azioni per modificare la legge sulla legittima difesa, «in modo tale che non si arrivi al paradosso, come in questo caso, dove un cittadino eroico e responsabile si trovi a rischiare la galera per aver salvato la vita a persone in pericolo».

Il rapinatore ucciso da un colpo alla gamba

Sul fronte delle indagini, secondo l’autopsia è stata una sola ferita dovuta a un colpo di fucile alla gamba destra, seguita da shock emorragico, probabilmente per la lesione dell’arteria femorale la causa del decesso del nomade 41enne morto il 3 febbraio. L’esame autoptico, deciso dal pm Cristina Gava, è stato svolto dal dottor Vito Cirielli, presenti i difensori dei familiari della vittima e quelli di Graziano Stacchio, il benzinaio indagato per aver esploso i colpi di fucile nel conflitto con i banditi. Uno di questi avrebbe appunto raggiunto Cassol, poco sopra il ginocchio della gamba destra. Fondamentale sarà anche la perizia balistica.