Luigi Di Maio, il grillino in blu elettrico che riscopre la Casta

«Certi protocolli sono fatti per essere infranti». Letta così, questa frase di Luigi Di Maio sembra quella di un militante rivoluzionario. Uno duro e puro. Come Grillo probabilmente ha vagheggiato dovessero essere i suoi discepoli. Ma, valutato luogo e contesto, l’affare s’ammoscia. E scappa pure da ridere. Perché il giovanotto a cinque stelle, che insieme ai suoi colleghi avrebbe dovuto aprire il Parlamento come una scatola di sardine, non si riferisce alla volontà di cambiare regole e procedure del detestato Palazzo, ma soltanto al colore del suo abito sartoriale.

Blu elettrico per Mattarella

Trattasi del vestito su misura, blu elettrico, indossato per il discorso in Aula del neo presidente Mattarella. Argomento di cui il pentastellato ha meticolosamente reso partecipi i lettori di “Chi“. È infatti dalle colonne del settimanale di gossip che scopriamo il perché della sua rivoluzionaria decisione di indossare un “blu elettrico”, anticipando addirittura – si legge nella nota a margine – la “stagione primavera estate 2015”. Insomma come un indossatore, un modello. Ora, va bene tutto. Ed è pur vero che quell’aula sorda e grigia ne ha viste di tutti i colori. Blu elettrico compreso. Così come è vero che il carnevale è terminato da poco. Tuttavia, in tempi così difficili, un po’ di misura non guasterebbe. Soprattutto da uno che dovrebbe essere arrivato lì, sull’onda dei Vaffa,  per rappresentare il disagio della Nazione. Contro la Casta e i suoi riti.

Blu elettrico e protocolli infranti

Ma probabilmente bisognava aspettarselo. Curatissimo, sbarbato di fresco, giacca e cravatta d’ordinanza e con quell’atteggiamento da maestrino che “mò te lo spiego io“, Luigi Di Maio, sarebbe stato bene ovunque: ma non tra chi era arrivato per rovesciare il sistema. Uno tanto voglioso di esserci, di apparire e di farsi ammirare che la pagina di “Chi” la riproduce e la posta sul profilo Facebook. Giusto per chiamare a raccolta i suoi fan. E per far capire a tutti gli altri in che razza di mani siamo. Così,  più lo guardi e lo senti questo eroe del cambiamento, più leggi e rileggi le autentiche perle pubblicate sul settimanale e quasi ti viene nostalgia della Casta tutta intera e dei vecchi dinosauri della politica. E pensi pure a quante illusioni e speranze hanno suscitato Grillo e Casaleggio. E al loro puntuale infrangersi. Proprio come i “protocolli infranti” di Di Maio.