La Russa: i raid in Libia nel 2011? Vi racconto com’è andata

”Mi stupisce la memoria corta di Romano Prodi. L’Italia, nel 2011, non entrò tra i ‘volenterosi’ come Francia e Gran Bretagna, fino a che non ci fu il via libera dell’Onu. E, anche allora, io fui il penultimo a convincermi della necessità dell’intervento. L’ultimo fu Berlusconi”. Così, in un’intervista a Qn, Ignazio La Russa, ex ministro della Difesa, ricostruisce i raid in Libia che scattarono nell’aprile 2011 e che fanno discutere perché l’abbattimento del regime di Gheddafi ha di fatto cancellato ogni argine al dilagare del fondamentalismo dell’Isis. Un dato ricordato due giorni fa anche da Romano Prodi, alle cui parole La Russa fa riferimento nell’intervista.

Berlusconi cedette alla ragion di Stato

”Una volta che le Nazioni Unite si pronunciarono non si poteva fare altro, era tutto già segnato. Del resto, noi avevamo interessi economici preminenti”. ”Non siamo stati convinti dalla Francia, come ha detto Prodi – replica l’ex ministro – Piuttosto i francesi non tolleravano il rapporto privilegiato Italia-Libia”. ”All’epoca, ed è una cosa che non ho mai rivelato, mandai una persona di mia fiducia, ad altissimo livello, tra gli insorti. Volevo capire. Il quadro che mi fece della situazione era assolutamente perfetto, compreso il pericolo del terrorismo islamico che cominciava a mostrarsi”. ”Berlusconi fu costretto a cedere alla ragion di Stato. E, come lui, anche il presidente della Repubblica Napolitano che pretendeva il pronunciamento delle Nazioni Unite. Va detto che per Berlusconi, però, non si trattava soltanto di un problema militare, aveva degli aspetti personali. Diceva: ‘Gheddafi mi ha trattato come un amico’ ”.