Grecia, dalla sanità alla patrimoniale: punto per punto il piano di Tsipras

Quasi nulla per far fronte all’emergenza umanitaria, moltissimo per soddisfare le richieste di Commissione, Bce e Fmi. La lista di riforme presentata nella notte segna la sconfitta politica di Alexis Tsipras di fronte alla Troika. Non a caso, la Commissione si è detta soddisfatta, pur chiarendo che non finisce qui: il documento greco è stato indicato come «un primo elenco di riforme» ed è stato sottolineato che «la chiave per una positiva conclusione della revisione del programma sarà la pronta e determinata applicazione di tutti gli impegni di riforma».

Ecco cosa prevede il piano della Grecia

1) Privatizzazioni. La Grecia «si impegna a non ritirare le privatizzazioni già completate e a rispettare, in base alla legge, quelle per cui è stato lanciato il bando», ma Tsipras si è riservato di rivedere «quelle non ancora lanciate puntando a migliorare i benefici a lungo termine per il governo».

2) Iva. Il governo Tsipras si è impegnato a rivederla perché non abbia «impatto negativo sulla giustizia sociale», ma ha anche assicurato che saranno evitati «sconti ingiustificati».

3) Evasione fiscale e frode. Il piano parla della volontà di rafforzare i due concetti, sostituendo le esenzioni con misure sociali e assicurando che «tutte le aree della società, specialmente le benestanti, contribuiscano equamente» alla spesa. Si punta molto, secondo quanto riferito nelle scorse ore da una indiscrezione del tabloid tedesco Bild, sul recupero delle tasse arretrate, che dovrebbe garantire 2,5 milioni di euro alle casse dello Stato.

4) La patrimoniale. È stato ancora il Bild a parlare di una nuova tassa per i greci più ricchi, facendo riferimento a oligarchi e armatori, da cui ci si aspettano entrate per 2,5 miliardi di euro.

5) Lotta al contrabbando. È un’altra voce molto importante del piano di rientro: dalla lotta al commercio illegale di sigarette e benzina dovrebbero arrivare 2,3 miliardi.

6) I tagli alla pubblica amministrazione. La Grecia ridurrà i ministeri da 16 a 10, i consulenti e i benefit di ministri e parlamentari e avvierà una «spendig review in ogni area della spesa pubblica» per «razionalizzare» i ministeri dove la spesa non destinata a salari e pensioni «ammonta a un incredibile 56% del totale».

7) La spesa sanitaria. Sarà ulteriormente rivista. Nel piano di Tsipras è assicurato che sarà comunque garantito «l’accesso universale», ma già oggi l’impossibilità per i greci di accedere alle cure è uno temi più gravi dell’emergenza umanitaria. Un dato per tutti: come rivelato da un recentissimo rapporto della Caritas, dall’inizio della crisi la mortalità infantile è aumentata del 43%. E gli abbandoni di minori sono arrivati al 336% in più, trainati dai casi di bambini con gravi patologie, dei quali i genitori non possono occuparsi preferendo affidarli allo Stato.