Vigili: Renzi e Marino “giocano” coi numeri. Ecco le cifre che non tornano

Sono attese per oggi le prime indagini sui vigili urbani di Roma, dopo le polemiche scatenate dalle assenze nella notte di Capodanno. In Campidoglio si aspettano l’arrivo degli ispettori ministeriali e l’avvio delle audizioni degli agenti. I primi a essere sentiti dovrebbero essere i 44 «che non hanno fornito alcuna giustificazione all’assenza», come ha scritto in una nota il vicesindaco, Luigi Nieri.

Sel contro Sel

Un numero, 44, che da un lato ha fortemente ridimensionato le responsabilità pendenti a carico del Corpo, ma che dall’altro ha aumentato le polemiche nei confronti della giunta, accusata sia dalla politica sia dai sindacati di aver “dopato” il dato delle assenze a fini strumentali. L’apice dello scontro si è toccato quando perfino Sel, lo stesso partito del vicesindaco delegato al personale, si è scagliata contro il modo in cui la giunta sta gestendo la vicenda. «Sinistra Ecologia e Libertà non si mette a disposizione dello smantellamento del pubblico impiego voluto dal governo in carica», ha detto il capogruppo Gianluca Peciola, dopo che gli assenteisti di Capodanno erano ufficialmente passati da 800 a 44.

Campidoglio contro lavoratori

La vicenda dei vigili di Roma è stata utilizzata dal governo Renzi per accelerare sul cambiamento delle «regole del pubblico impiego», come il premier ha annunciato non ai sindacati ma su Twitter. Ma a monte del “caso Capodanno” c’è uno specifico contesto romano che riguarda il rapporto tra il Campidoglio e i suoi dipendenti: la decisione della giunta Marino di «disapplicare il vecchio contratto unilateralmente e autoritariamente, senza cioè nessuna concertazione con le organizzazioni sindacali e le parti sociali», spiega Andrea Venanzoni, delegato Cisl per la Polizia Locale di Roma Capitale.

Il caos di Capodanno

I vigili rappresentano la parte più consistente dei dipendenti romani e per questo sono diventati la prima fila della protesta. È in questo ambito che non si sono iscritti all’elenco per i turni straordinari con cui si sarebbe dovuto coprire il Capodanno. Ci si poteva iscrivere fino al 23 dicembre, ma di fronte alle liste andate pressoché deserte la risposta del Comune è stata prorogare i termini. Quindi, se da un lato è vero che i vigili hanno utilizzato la ricorrenza per il braccio di ferro con il Comune, è anche vero che il Comune non si è ritrovato sguarnito all’improvviso e avrebbe potuto cercare – e forse trovare attraverso il dialogo – un modo per evitare il caos della precettazione nel pomeriggio inoltrato del 31, quando dal Comando sono partite anche telefonate per agenti in pensione o defunti. «Capodanno è sempre stato lavorato in regime straordinario, il Comando lo sapeva benissimo», sottolinea ancora Venanzoni, parlando di «deficit gestionale» e «vergognosa pantomima» e accusando i vertici della Municipale di voler «scaricare sui lavoratori le sue colpe».

L’incidente di Tor di Quinto

Ma, secondo il sindacalista, nelle modifiche al contratto andrebbero cercate anche le cause di un incidente avvenuto la notte scorsa a Tor di Quinto, quando due agenti che stavano facendo i rilievi dello schianto di una Yaris contro un muro sono stati coinvolti in uno scontro con un Tir insieme al conducente dell’auto. In due se la sono cavata con poco; uno degli agenti, invece, è tutt’ora in osservazione in ospedale. «In passato si sarebbe messa in sicurezza l’area con l’ausilio di una seconda pattuglia, per tutelare sia gli agenti sia i cittadini», chiarisce Venanzoni, sottolineando che «questo ausilio oggi è diventato un’ipotesi davvero eccezionale, per non dire impossibile e quello che è successo a Tor di Quinto dimostra quali sono i rischi dello stravolgimento delle turnazioni voluto dalla giunta senza tenere conto delle indicazioni dei sindacati».