Tsipras presenta il nuovo governo. Merkel si oppone al taglio del debito

Il governo Tsipras mercoledì terrà il suo primo consiglio dei ministri. Secondo la stampa greca il primo provvedimento urgente, una delle promesse centrali di Syriza in campagna elettorale, sarà l’aumento del salario minimo, dagli attuali 450 euro lordi (altra manovra made in troika) a 751. Un passo importante che darà fiato ai greci messi in ginocchio da supertasse e disoccupazione. Altro punto importante da affrontare nei prossimi consigli dei ministri sarà quello di tagliare il debito. «È irrealistico aspettarsi che la Grecia possa ripagare interamente il suo enorme debito», ha detto alla Bbc il viceministro con delega ai rapporti economici internazionali di Syriza Euclid Tsakalotos. «Nessuno crede che il debito greco sia sostenibile», nessun economista può pensare «che potremo pagare tutto quel debito. È impossibile». Ma Angela Merkel si è detta contraria e sorpresa per la possibile richiesta di taglio del debito. Per Merkel non c’è necessità di un ulteriore taglio del debito ellenico. La cancelliera ha anche ricordato di fronte ai deputati dell’Unione come l’ultima tranche di aiuti dell’attuale programma debba ancora essere versata. In altre occasioni esponenti del governo tedesco avevano spiegato che i fondi saranno pagati solo se il governo si atterrà agli accordi presi. Il capogruppo dell’Unione, Volker Kauder, si è inoltre rifiutato di riconoscere una responsabilità tedesca o europea per i gravi problemi sociali che sta affrontando la Grecia, come in precedenza aveva già fatto il ministro delle Finanze, Wolfgang Schaeuble.

Varoufakis, il ministro antiausterità

La macchina governativa greca si è messa in moto. Tsipras ha presentato al presidente delle Repubblica il nuovo governo e i neo ministri hanno prestato giuramento nelle mani del capo dello Stato Karolos Papoulias. Otto di essi hanno giurato “religiosamente”, poggiando la mano sulla Bibbia mentre pronunciavano la formula di rito, mentre tutti gli altri hanno giurato in maniera solo “politica”, come aveva fatto il neo premier. Uomo di punta è il nuovo ministro delle Finanze antiausterità Yannis Varoufakis, economista di Syriza. Capelli tagliati cortissimi su una faccia da attore e sguardo glaciale da tombeur de femmes. Così appare nella foto del suo profilo Twitter Varoufakis, nato ad Atene 53 anni fa. Oltre a essere uno stimato economista che insegna all’ università di Austin, in Texas, Varoufakis sembra avere un’estrema fiducia in se stesso tanto che ha twittato al mondo la notizia della propria nomina a neo-ministro delle finanze greco prima ancora che lo stesso Tsipras annunciasse ufficialmente la lista dei ministri del suo governo. Varoufakis (che ha pure la cittadinanza australiana) è noto in Grecia e all’estero come un acerrimo oppositore dei Memorandum firmati dai precedenti governi greci con la troika (Ue, Bce e Fmi) ovvero i rappresentanti dei creditori internazionali del Paese. Ha scritto diversi libri di economia sulla crisi globale ed europea fra cui The Globalising Wall e The Global Minotaur nel quale paragona il ruolo dell’economia Usa a partire dagli Anni ’70 nei confronti del resto del mondo alla figura del mitico Minotauro che sbranava coloro che finivano nel labirinto.