Ci sbeffeggiano e non difendiamo i nostri valori. Per colpa di chi?

14 Gen 2015 15:25 - di Francesco Signoretta

L’Italia è stata arrendevole. Volutamente arrendevole. E ora ne paga le conseguenze perché ha paura, se si guarda allo specchio non si riconosce, traballa, arranca. In tanti hanno accerchiato il nostro patrimonio di valori, cercando di spezzettarlo, umiliarlo, in nome di non si sa quale principio di solidarietà o eguaglianza. E la colpa non è dei musulmani che – eccetto gli integralisti – seguono la loro religione. La colpa è di chi, per un fine politico, ha lasciato deridere le nostre tradizioni, mettere all’angolo i cattolici, senza difenderli. Anzi, attaccandoli.

I nostri valori calpestati, la sinistra soddisfatta

Nessuno, a sinistra, ha mosso un dito per difendere il Crocifisso nelle aule scolastiche o nei tribunali. “Non è giusto che sia lì” perché potrebbe offendersi qualcuno. Ignoranza. Malafede. Il Crocifisso, anche per i non credenti, è un simbolo, un valore. È il sacrificio per il bene degli altri. E non ha mai fatto male a nessuno.
Nessuno, a sinistra, ha mosso un dito (anzi, in troppi hanno sorriso soddisfatti) quando qualche preside ha vietato il presepe nelle scuole. Men che meno quando il presepe è stato umiliato, stravolto, usato politicamente , come nel caso del San Giuseppe rappresentato come un gay o dei pastori omosessuali, o di Gesù nato con l’utero in affitto.
L’ora di religione nelle scuole? Quasi del tutto vanificata. Bisogna accettarla, è volontaria. Qualcuno dovrebbe spiegare che studiare non significa cambiare credo. Il cristianesimo è cultura, non indottrinamento. E la cultura non ha paletti. Se una persona è di destra è giusto e normale che legga Marx, fa parte della formazione individuale. Se una persona è di sinistra è giusto che legga Giovanni Gentile, arricchisce la formazione individuale.

Vietato contraddire, si finisce “sotto processo”

È stato criminalizzato chi ha difeso la famiglia tradizionale opponendosi ai matrimoni omosessuali. È stato criminalizzato chi ha detto che i bambini hanno il diritto di crescere con la figura paterna e materna e che quindi non è il caso di aprire alle adozioni gay. Si è giunti a imporre, in alcuni istituti scolastici, la cancellazione di “padre” e “madre” dai moduli. Il tutto con il tacito consenso o con l’approvazione palese della sinistra. E ora siamo nudi, incapaci di esigere rispetto per i nostri valori cristiani.

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