Charlie Hebdo verso 7 milioni di copie. Cortei e proteste nei paesi islamici

Le vendite dell’ultimo numero di Charlie Hebdo, la rivista decimata dai terroristi il 7 gennaio scorso, continuano ad andare a gonfie vele: il giornale andrà ancora in ristampa e la tiratura raggiungerà i 7 milioni di copie. Ma il clamore attorno alle vignette che raffigurano Maometto è destinato a durare ancora, e non sappiamo ancora con quali conseguenze.

La condanna dell’Afghanistan

Nei paesi islamici si moltiplicano le manifestazioni di protesta, come avvenuto ieri in Pakistan, con scontri che hanno coinvolto un fotografo, ridotto in fin di vita da uno sparo. Oggi il presidente afghano Ashraf Ghani ha vigorosamente condannato la decisione del periodico francese Charlie Hebdo di pubblicare altre vignette satiriche sulla figura del Profeta, un atto che si configura come “una dissacrazione dell’Islam”. In un comunicato il capo dello Stato afghano ha definito l’iniziativa “irresponsabile” ed ha insistito sul fatto che la liberta’ di espressione dovrebbe essere usata “in modo costruttivo per rafforzare ulteriormente la comprensione fra le religioni”.

Proteste in Inguscezia

Sempre oggi oltre 20 mila persone, contro le 3000 attese, hanno partecipato ad una manifestazione nella repubblica caucasica dell’Inguscezia, a maggioranza musulmana, per condannare l’estremismo terroristico ma anche la pubblicazione delle vignette satiriche su Maometto. Un atto, secondo il presidente inguscio Yunus-Bek Yevkurov, ”che altro non e’ se non dimostrazione di estremismo da parte di certi Paesi occidentali”, come riferisce la Tass.

Violenti scontri in Niger

Violenti scontri si sono infine registrati in Niger durante una manifestazione di protesta contro il settimanale satirico francese Charlie Hebdo: il bilancio è di quattro morti e decine di feriti. Lo ha reso noto il ministro dell’Interno, Hassoumi Massaoudou precisando che nella città di Zinder, nel sud del Paese, un centro culturale francese e due chiese sono state incendiate. Le vittime sono un agente della sicurezza e tre dimostranti. Altre dimostrazioni contro Charlie Hebdo si sono tenute in Mali e in Senegal.