La Tunisia dice no al fondamentalismo. Berlusconi telefona all’amico Essebsi

L’ex premier Béji Caïd Essebsi ha vinto le presidenziali in Tunisia con il 55,68% dei voti, davanti al presidente ad interim uscente Moncef Marzouki. Lo ha reso noto la Commissione elettorale. Il laico Essebsi ha avuto 1,7 milioni di voti al ballottaggio di domenica, contro i circa 1,3 milioni del suo rivale (44,32% dei suffragi). Il primo a chiamare il neopresidente è stato Silvio Berlusconi. Il Cavaliere che conosce da tempo Essebsi – spiegano fonti di Forza Italia – si è congratulato per la vittoria ribadendo al presidente di aver sperato nella sua affermazione giudicandolo l’uomo giusto per guidare ora il Paese. Il colloqui tra i due è avvenuto in francese. Ma Moncef Marzouki, presidente ad interim della Tunisia appoggiato dagli islamisti, ha rifiutato di ammettere la sconfitta al secondo turno delle elezioni presidenziali, vinte dal suo rivale. La dichiarazione di vittoria dei Essebsi – ha detto Marzouki secondo quanto riporta la Bbc – non è democratica.

«Siamo musulmani moderati che accettano tutti»

Smorza i toni il vincitore: «La Tunisia ha preso una sua strada, siamo musulmani moderati che accettano tutti…». Così l’avvocato Beji Caid Essebsi in un’intervista al Corriere della Sera. E al giornalista che sottolinea come lui sia il primo leader di una Primavera Araba ad aver bloccato gli islamisti con regolari elezioni dice: «Io voglio essere il presidente di tutti i tunisini. La Primavera araba è un’altra cosa. Questo Paese ha fatto una rivoluzione tunisina, non araba. Ponevamo il problema della libertà, però lo scopo non era d’intromettersi negli affari dell’Egitto o della Libia. Se vogliono prendere esempio, facciano. Ma sia chiaro: noi non esportiamo rivoluzioni». Riflette poi sul futuro governo; i Fratelli musulmani? «Non so se faremo coalizione con loro, ma non è urgente». Quanto a Ben Ali, di cui lui stesso fu portavoce, il leader di Nidaa Tounes dice: «Mi smarco non dalle persone, perché non ha senso, ma dalle politiche terribili dell’epoca di Ben Ali. Non guiderò il Paese da dittatore, ma da cittadino fra i cittadini».

«I miei antenati venivano dalla Sardegna»

Il leader del partito laico si sofferma anche sul rapporto con l’Italia: «Siete i nostri vicini più vicini. Voi ci capite e noi vi capiamo. Continueremo a incoraggiare le aziende italiane perché delocalizzino qui. I miei avi – continua Essebsi – venivano dalla Sardegna». Anche il presidente americano, Barack Obama, si congratula con il presidente eletto della Tunisia Essebsi per la sua vittoria e per il successo delle prime elezioni presidenziali con la nuova costituzione, un essenziale passo in avanti per completare la transizione della Tunisia verso la democrazia, mette in evidenza Obama, precisando che gli Stati Uniti intendono rafforzare e ampliare la partnership strategica con la Tunisia.