Scuola, cattocomunisti alla riscossa: sì alle lezioni su rom e immigrati

Con i tanti mali di cui soffre la scuola pubblica proprio non si capisce la fretta ( e la necessità) con cui è stato siglato un protocollo d’intesa tra il Ministero dell’Istruzione, dell’Università  e della ricerca (Miur) e la Comunità di Sant’Egidio. Con questo accordo il ministro Stefania Giannini dà di fatto il via libera all’ingresso nelle scuole alla comunità di laici che ultimamente sta investendo gran parte del suo tempo nella difesa ad oltranza dei rom , dei campi rom, dell’integrazione dei rom. Nulla di male, ognuno sceglie quali deboli proteggere di più, cittadini italiani oppure nomadi e abusivi. Ma che ora la Comunità di Sant’Egidio possa avere un ruolo “politico” predominante nell’indottrinamento scolastico, è sicuramente troppo.

I cattocomunisti salgono in cattedra

Il presidente della Comunità, Marco Impagliazzo, si apprende da Imola Oggi, gongola per questo “lasciapassare” concesso da un ministro che non potendo fare nulla di buono si attrezza a commettere disastri,  rischiando di fare arrabbiare la maggior parte delle famiglie che mandano a scuola i ragazzi non per apprendere quanto sono cattivi gli italiani e quanto sono buoni i rom. Se non altro si attendono un approccio equilibrato al tema dell’immigrazione e non manicheo, come da qualche tempo la Comunità di San’Egidio tende a veicolare. Ciò che allarma è che il documento appena firmato è un passo decisivo verso l’indottrinamento multiculturale . E non è un mistero per nessuno che la Comunità stia assumendo sempre più un ruolo “politico”, sempre in prima fila a protestare di fronte alla chiusura di qualche campo abusivo, sempre pronta ad attaccare le politiche sociali poste in essere per tenere a bada una situazione esplosiva che gli italiani soffrono quotidianamente.