San Giuseppe gay, i pastori gay, le luci massoniche: ma che Natale è?

Dalle lezioni gay ai presepi gay fino agli addobbi natalizi ispirati ai simboli massonici. È un Natale trasformato, svuotato, messo al bando. Un Natale di cui non si ricorda la radice profonda, il culto, la religiosità. Tutto viene costruito per soddisfare il politicamente corretto, il Vangelo scritto dalla sinistra, la moda che vede imporsi l’amore omosessuale. Ma non fila liscio, perché si scatena la ribellione della gente comune, delle famiglie che non vogliono vedere toccate le loro tradizioni.

Gesù bambino accudito da una coppia gay

Fa ancora discutere lo scandalo in un centro commerciale della periferia di Piacenza: il presepe gay friendly con il bambinello adottato da una coppia di fatto. Nel centro commerciale ci sono diversi negozi, ma non è stato possibile ricostruire in quale fosse stato allestito il presepe.  L’opera con i due San Giuseppe era in vendita. I cittadini hanno protestato con l’addetto alle vendita, ed è stato rimosso».

I pastori che si tengono per mano

A San Miniato invece il dibattito viene scatenato per due manichini. Due personaggi vestiti da pastori che camminano insieme, tenendosi sotto braccio. Tra le mani di uno dei due un cartello ispirato alle parole del Papa: «Cerchiamo di superare la cultura dello “scarto” con la cultura della solidarietà». L’attenzione i è concentrata tutta sulla coppia di pastori che ormai ha acceso anche la curiosità dei media nazionali attirati dalla notizia di un presepe “gay-friendly” realizzato addirittura in Curia, nella stanze del seminario vescovile.

Il precedente del 2011: due San Giuseppe e la fecondazione

Gesù bambino, il bue, l’asinello e due San Giuseppe. L’iniziativa, del 2011, fu del centro sociale bergamasco, che allestì un presepe senza Maria, ma col bambinello accudito da genitori gay, rappresentati da due statuette di Giuseppe. Nella visione del centro la sacra famiglia era «una coppia di fatto» che ha «usufruito della fecondazione eterologa».

Poi ci sono le luminarie “massoniche”

Come se non bastasse a Bologna hanno fatto discutere le luminarie ispirate all’iconografia della massoneria. L’opera di Luca Vitone è stata fatta sul ponte che scavalca i binari della stazione: una serie di immagini (il triangolo, l’occhio e il circolo di raggi), la cui combinazione, osservata in prospettiva da due luoghi precisi, prende la forma di chiari riferimenti massonici.