Salvini, Storace e la Meloni scuotono il centrodestra: elettrochoc per Roma

Sotto lo tsunami di MafiaCapitale difficilmente il sindaco azzoppato Ignazio Marino arriverà a fine legislatura. L’ipotesi di elezioni anticipate si fa sempre più concreta  e tra le file del centrodestra si fanno ipotesi di nomi dai profili molto diversi, nulla di ufficiale ancora ma tutti concordano che l’occasione è propizia per serrare i ranghi e liberarsi dalle tossine a partire dalla sfida per il Campidoglio.

Salvini: Voterei Giorgia ma…

A scompaginare il quadro è Matteo Salvini lanciato alla conquista del Sud. «Se si candidasse Giorgia Meloni – ha detto ospite di Lucia Annunziata su Raitre – la voteremmo, è una faccia pulita». Un endorsement subito smorzato da una precisazione: se si votasse domani, però, il leader leghista farà la sua corsa solitaria (naturalmente con un padano nato a Roma) perché «sui grandi temi il centrodestra ancora non c’è». Un chiaro riferimento allo zigzagare di Forza Italia tra opposizione al governo Renzi e “intelligenza con il nemico” e alla strategia centristra del  Nuovo Centrodestra. L’altro Matteo sa bene che nella capitale l’unica forza politica a marcare una discontinuità con il passato è rappresentata da Fratelli d’Italia con un’opposizione forte alla sinistra e al decennale sistema di potere capitolino. Il nome di Giorgia non è nuovo nella sfida al Campidoglio: di lei si era parlato con insistenza come possibile alternativa a Gianni Alemanno alle scorse elezioni, un’ipotesi che Fratelli d’Italia aveva messo sul tappeto con le primarie per sondare il terreno sulla possibilità di correre in autonomia dalla coalizione di centrodestra. Un’ipotesi più che apprezzata dagli elettori (e dalla rete) che parteciparono alle consultazioni indicandola come la più adatta per il Campidoglio (41 per cento di preferenze). Oggi con l’ex ministro della Gioventù si schiera un intellettuale come Pietrangelo Buttafuoco che di lei parla come l’unica figura politica che ha le carte in regola per «liberarsi dal cascame di partito».

L’Italia soprattutto

La Meloni per ora non risponde alle avances, impegnata in queste ore nell’organizzazione di una grande manifestazione il 14 dicembre al Teatro Quirino dal titolo “L’Italia sopratutto” e nella denuncia dell’enorme business intorno ai centri di accoglienza venuto alla luce con la maxi inchiesta sulla cupola delle cooperative rosse che in città da anni fanno capo a Salvatore Buzzi finito in manette. «L’indagine di Mafia Capitale – ha spiegato –  dimostrato che le nostre accuse sulla scandalosa gestione delle risorse destinate a immigrati e rom erano vere e concrete. Adesso è tutto più chiaro: la miseria, la disperazione, l’emarginazione rendono “più dello spaccio di droga”. Ora chiediamo che il governo accenda i riflettori su tutto questo settore e che sia fatta piena chiarezza su come sono spese queste risorse perché l’impressione è che in tutta Italia c’è chi si è arricchito con l’assistenza ai bisognosi, e spesso sono gli stessi che sostengono le politiche pro immigrazione».

La battuta di Storace

«A Roma presenterei la lista dei coglioni, quelli che non erano cercati dai banditi, felici di non contare nulla e di pensare solo al popolo», ha affermat0 su Facebook Francesco Storace, vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio e segretario nazionale de La Destra.

Marchini ci riprova

Da mesi si scalda i muscoli Alfio Marchini, nome lanciato in tempi non sospetti da Antonio Tajani (ben visto anche dall’ex An Andrea Augello), oggi candidato ufficiale di Angelino Alfano e del generone romano. Il bel rampollo di una delle dinastie imprenditoriali più forti nella capitale, ci riprova (Roma ti amo con tanto di cuore rosso campeggia sui muri della capitale), Alle ultime comunali sfiò Alemanno e Marino ma dovette accontentarsi del 9 per cento di consensi, oggi parte dalla sua lista civica e può contare sugli elettori di centro, una parte di Forza Italia ma anche alcune fette della sinistra (a 29 anni sedeva nel Cda Rai in quota centrosinistra).