Salvini continua a crescere. Grazie alle baggianate di chi lo demonizza

Non hanno ancora imparato la lezione, in politica la criminalizzazione non paga. Non ha pagato nei difficilissimi anni di piombo, quando i partiti del tristemente famoso arco costituzionale demonizzavano il Msi di Giorgio Almirante, un partito che ha resistito a bombardamenti mediatici senza precedenti. Con le dovute differenze di epoca, di livello, storia, cultura e carisma, la criminalizzazione non ha mai pagato: nel ventennio berlusconiano, quando il centrodestra è stato messo sulla graticola da un gruppo di toghe politicizzate. Più aumentavano le inchieste e più nell’opinione pubblica si rafforzava l’idea della persecuzione giudiziaria. Non sta pagando oggi, nei confronti di Matteo Salvini. Perché continuare a presentarlo in tv come una sorta di “mostro”, accusarlo di essere estremista, razzista e intollerante per le sue prese di posizione scomode, finisce per trasformarlo in “vittima”.

I sondaggi continuano a premiare Salvini

Non è un caso se i sondaggi danno la Lega in costante crescita. Fa molto discutere e riflettere il sondaggio Ixé per Agorà (Rai3) che sostiene, per esempio, che il 14% degli elettori meridionali potrebbe appoggiare la formazione di Salvini. Lui viene preso di mira perché – secondo i paladini del politicamente corretto – sfrutta l’esasperazione della gente. Ma dall’opinione pubblica le sue tesi vengono percepite in maniera diversa e questo molti esponenti della sinistra non lo capiscono: essere contro l’immigrazione senza controlli non significa infatti essere razzisti e lo stesso può dirsi se si chiede sicurezza nei quartieri dove sorgono campi nomadi. Essere a favore dell’abbassamento delle tasse non significa essere demagogici perché la gente non ne può più di un peso fiscale che ha raggiunto livelli record. Essere contro Mare Nostrum è logico nel momento in cui è noto il fallimento di un’operazione che ha trasformato la nostra Marina in un taxi.

Ma i leader avversari insistono…

Nonostante ciò, si continua con l’ironia e la demonizzazione. Negli ultimi giorni si è messo in mostra Lorenzo Cesa, il segretario dell’Udc, sostenendo che «Salvini dice baggianate populiste e Berlusconi gli va appresso». Non si è sottratto alla stessa tentazione Matteo Renzi: «Io quando non dormo la notte non è perché penso a Salvini». E ancora, in risposta alle accuse della Lega, la frase del premier che ha fatto ridere tutt’Italia: «I campi rom noi li abbiamo smantellati». C’è da chiedersi dove e quando. Frasi che permettono a Salvini una risposta ironica e pungente: «C’è qualche piccolissimo problema di corruzione all’interno del Pd, temo». Il massimo l’ha raggiunto Beppe Grillo: «Salvini è stato messo lì apposta perchè fa parte dell’establishment». Troppo surreale. E Salvini raccoglie consensi. Grazie a chi lo critica.