Meloni a Fi, M5s e Lega: «Scegliamo insieme un “euro-critico” per il Colle»

«Il nuovo capo dello Stato dovrà essere una figura simbolica, capace di rappresentare sul serio il futuro che vuole costruire per l’Italia. Per Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale dovrà essere europeista ed eurocritico, un presidenzialista, una persona estranea al palazzo e ai giochi di partito e di spartizione di potere». È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Giorgia Meloni che rivolge un appello «alla Lega di Matteo Salvini, al M5S di Beppe Grillo, a Forza Italia e a tutti quei movimenti eurocritici che dicono di voler cambiare l’Unione europea: scegliamo e votiamo insieme un nome che corrisponda a queste caratteristiche. Basta ingerenze di potenze straniere, no a candidati filo-Troika come Romano Prodi e Pier Carlo Padoan (che la Meloni ha già bocciato nei giorni scorsi citando come «padre della vergognosa legge di stabilità») espressione del Palazzo come Giuliano Amato: la nostra Nazione – conclude – ha diritto ad un presidente della Repubblica che difenda gli interessi degli italiani e non della casta e non sia il servo dei tedeschi o di Bruxelles».

La partita si gioca su 1008 grandi elettori

La mossa politica della Meloni riapre il discorso per le elezioni del successore di Giorgio Napolitano. Secondo le anticipazioni di Repubblica, il presidente della Repubblica dovrebbe formalizzare le sue dimissioni il 15 gennaio 2014. Da quel momento inizierà la grande corsa al Quirinale. Nella partita per il Colle, resta il rebus dei numeri, da risolvere nelle prossime settimane. 672 su 1008 grandi elettori (630 deputati più 58 delegati regionali) sono indispensabili per eleggere il nuovo inquilino del Quirinale nei primi tre scrutini, dove è richiesto il quorum dei 2/3. Cinquecentocinque, pari alla maggioranza assoluta, sono invece i voti necessari dal quarto scrutinio in poi. Rispetto all’aprile del 2013, il Pd può contare su un numero maggiore di delegati regionali e su un allargamento del partito verso Sel e Sc, per un totale di (per ora) 415 parlamentari e almeno una trentina di delegati regionali.