Roma, residenti e immigrati alla guerra: sassi e cassonetti bruciati

Guerriglia a Roma in piena notte. Da una parte i cittadini, dall’altra gli extracomunitari. Un inferno, sassi che volavano dappertutto, paura, tensione. Uno scontro violento che era nell’aria, perché da tempo la gente del quartiere Tor Sapienza è esasperata, c’erano state manifestazioni, in tanti erano scesi in piazza per urlare la rabbia, ma quel grido è rimasto inascoltato. Dal Comune poche risposte balbettanti.

Un quartiere che vive un incubo

È un quartiere di Roma difficile, quello di Tor Sapienza. Difficile perché, negli anni, ci sono stati insediamenti di campi nomadi e arrivi di immigrati. Tanti, troppi. E non c’è stata integrazione perché – dicono i residenti – «siamo sempre stati vittime di furti e aggressioni senza che accadesse nulla». Un’accusa ripetuta mille volte, tante chiamate ai carabinieri, «abbiamo due nomadi in giardino, correte», lettere alle istituzioni, raccolte di firme, altre accuse «ci aggrediscono», «di sera siamo costretti a tapparci in casa», «urinano ovunque». Fino ad arrivare alla «battaglia notturna», alcuni minuti di panico, sassi lanciati e cassonetti incendiati. A scatenare la nuova protesta dei residenti contro il centro di prima accoglienza, alcune aggressioni avvenute negli ultimi giorni. L’ira degli abitanti nasce da episodi di furti in auto, in appartamenti e aggressioni che si sono verificati recentemente in zona.

Il sindaco Marino sotto accusa

«Le immagini della protesta a Tor Sapienza – ha detto Gianni Alemanno – sono il termometro di una situazione che la giunta Marino sta inspiegabilmente sottovalutando, ma che in tutta Roma, dalla periferia al centro, sta per esplodere. Il dilagare degli episodi di violenza, non ultima l’aggressione dell’anziano custode di Fidene ridotto in fin di vita da una banda di criminali dell’Est, sta dando vita a una pericolosissima escalation di proteste da parte di cittadini che rischiano di trasformare le periferie di Roma nelle Banlieue parigine».