La Polonia chiude le indagini sull’ex prete Gil: sette i ragazzi abusati

Il governo della Polonia ha notificato ai pubblici ministeri della Repubblica Dominicana le conclusioni dell’inchiesta nei confronti dell’ex sacerdote polacco Wojciech Waldemar Gil, accusato di pedofilia in entrambi i paesi. Lo hanno riferito oggi le autorità dominicane, secondo quanto riferiscono i media locali.
La Procura Generale della Repubblica Dominicana ha dichiarato che le accuse attribuite a Gil lo indicano come responsabile di dieci reati, tra cui sei per aver violato la libertà sessuale di minori che vivono a Juncalito, nella provincia di Santiago, 198 km a nord ovest della capitale Santo Domingo.

La fuga da Santo Domingo e poi l’arresto

Gil, che era fuggito dalla Repubblica Dominicana nel maggio 2013 dopo essere stato accusato di aver commesso abusi sessuali nella città nel nord del paese, è stato arrestato lo scorso febbraio in Polonia, tre mesi dopo essere rientrato nella sua nazione d’origine.
Le autorità dominicane hanno riferito che le investigazioni hanno stabilito che Gil, 37 anni, avrebbe abusato sessualmente di sette ragazzi nel distretto municipale di Juncalito, dove era parroco. La notificazione è stata inviata alla Repubblica Dominicana dal procuratore aggiunto di Varsavia, Malgorzata Adamajtys, che ha detto che nei prossimi giorni informerà le autorità dominicane sulla data e il luogo dell’udienza che si terrà contro l’imputato.
Il caso del sacerdote è legato a quello dell’ex-nunzio apostolico in Repubblica Dominicana, Jozef Wesolowski, protagonista di quello che i media locali definiscono «il più grande scandalo di pedofilia registrato nel paese caraibico da più di 10 anni».

Soldi a bimbi poveri per le prestazioni sessuali

Wesolowski è stato posto lo scorso settembre agli arresti domiciliari in Vaticano, quattro mesi dopo essere stato ridotto allo stato laicale e dopo aver perso anche l’immunità diplomatica.
I casi di abusi sessuali a suo carico sono stati rivelati inizialmente dalla giornalista dominicana Nuria Piera, che ha riferito come Wesolowski, per diversi anni, ha pagato bambini e adolescenti poveri per averne prestazioni sessuali, senza peraltro che essi conoscessero la sua vera identità.
L’ex-diplomatico vaticano, che ha lasciato Santo Domingo nell’agosto 2013, è stato rimosso dal suo incarico nello stesso mese da Papa Francesco perché fosse sottoposto al processo canonico in Vaticano. Ora Wesolowski, in stato di detenzione domiciliare nel Collegio dei Penitenzieri, è in attesa del processo penale per gli abusi sui minori e per il possesso di ingente materiale pedo-pornografico, nel quale rischia una pena fino a sette anni, salvo ulteriori aggravanti. Le vicende di Gil e di Wesolowski hanno suscitato grande indignazione nella Repubblica Dominicana. La Chiesa cattolica locale ha chiesto perdono alle vittime dei sacerdoti «crudeli e inumani che hanno abusato di loro» e ha chiesto alla giustizia di procedere «seriamente e con fermezza».