Grazie a Marino tutti a piedi in centro. L’ironia di Frittella (Tg1)

Marino, è ora che ti levi di torno”. Non sono solo gli abitanti delle periferie arrabbiate o i commercianti allarmati per la pedonalizzazione del Tridente a sperare in un rapido sgombero del Campidoglio. Oramai bacchettate sul sindaco di Roma piovono da tutte le parti. Il Fatto quotidiano gli ha dedicato il 21 ottobre un articolaccio che già dal titolo dice tutto: il sindaco in bici piace ormai solo ai radical chic, tutto il resto dei romani lo detesta.

Le bacchettate del Fatto

Al Fatto non è piaciuta neanche la sceneggiata della registrazione dei matrimoni gay contratti all’estero. Una provocazione inutile visto che il nodo “può essere sciolto solo dal Parlamento”. E se dalle grandi questioni etiche passiamo alle evenienze quotidiane – quelle di cui il sindaco Marino dovrebbe occuparsi in via quasi esclusiva… – la musica non cambia.

La letteraccia di Frittella (Tg1) su Facebook

Così  il sindaco si è beccato una letteraccia dall’anchorman del Tg1 Marco Frittella che su Fb scrive: «Sono veramente felice di vivere nella Roma amministrata dall’illustre professore Ignazio Marino. Da quando l’ATAC ha “razionalizzato” – cioè tagliato – le linee, non ho più un autobus (di metro neanche a parlarne) che mi porti in centro. O meglio, ora ne dovrei prendere due o tre: da quaranta minuti a un’ora e mezza per due volte al giorno. Se vado in macchina, il parcheggio è passato da un euro all’ora a un euro e cinquanta, e la facilitazione dei quattro euro per chi passa la giornata lavorativa nella ZTL è stata abolita. Il permesso per il centro prima costava 600 euro, adesso è stato aumentato a 2000. Se voglio prendere il motorino mi devo fermare un chilometro prima perché il Tridentino è stato genialmente chiuso anche alle due ruote. Ho due possibilità: o la bicicletta, che significa sei chilometri al mattino e alle dieci di sera, o a piedi. Caro Marino, mi rendo conto di non essere un fortunato abitante del centro storico di Roma (10mila euro a metro quadro, sai com’è) ma ho l’improntitudine persino di lavorare a Montecitorio. Chiedo scusa di non appartenere ai pochi felici che ti votano. A proposito, quand’è che si vota a Roma?».

Il successo della pagina “Roma fa schifo”

Letterina che è piaciuta assai ed è stata molto condivisa. E su Facebook è seguitissima anche la pagina Roma fa schifo che denuncia fotograficamente e quotidianamente il degrado della Capitale. Uno dei profili più letti, con amarezza, da chi abita nella città più bella del mondo.