Cade l’accusa di concorso esterno. Per Schifani inchiesta archiviata

Il gip di Palermo ha archiviato l’inchiesta contro Renato Schifani, accusato di concorso in associazione mafiosa. Negli ultimi quindici anni, l’ex-presidente del Senato è stato oggetto di due richieste di archiviazione e di un ordine di supplemento di indagini, emesso dall’ex-gip Piergiorgio Morosini, ora al Csm. Ma gli approfondimenti non hanno cambiato la sostanza dei fatti. Al giudice, Vittorio Anania, non è quindi restato altro se non accogliere la richiesta di archiviazione dei pm Paolo Guido e Nino Di Matteo.

Alfano: ha vinto la verità

“Le accuse contro di me non reggevano”, ha commentato Schifani, che poi ha aggiunto:”Ho pagato un grande prezzo in silenzio, ricompensato tuttavia dal trionfo della verità emerso attraverso il lavoro della magistratura nei cui confronti continuo a riporre massima fiducia”. Improntate a grande soddisfazione le dichiarazioni degli esponenti del Ncd, formazione alla quale il politico siciliano ha aderito dopo aver lasciato Forza Italia. Per Angelino Alfano, “la grande fiducia che il presidente Schifani ha riposto nella giustizia e’ stata ripagata. La realtà  – ha proseguito il leader del Nuovo Centrodestra – ha avuto il sopravvento sulle accuse evidenziando la correttezza del suo comportamento e la serenità e con cui ha atteso la chiusura dell’inchiesta. Noi siamo sempre stati con lui, nell’assoluta certezza della sua linearità morale, professionale e politica”.

“Chi paga per l’azione infondata e temeraria?”

L’archiviazione è stata salutata con “particolare soddisfazione” anche dal vicepresidente del Senato, il forzista Maurizio Gasparri, non senza aver però prima evidenziato “l’incredibile ritardo” con cui si è conclusa l’inchiesta nei confronti di Schifani”. Gli fa eco Maurizio Sacconi, capogruppo al Senato del Ncd: “Resta sempre la domanda: chi restituisce a chi, come Renato Schifani, ha ricoperto la seconda carica dello Stato con dignità e competenza il tempo consumato nella immaginabile sofferenza per l’ingiustizia subita? Chi paga per l’azione temeraria e infondata?” Già, chi?