Arriva in sala “Cristiada”, il western religioso che racconta la persecuzione dei cristiani in Messico da parte del regime di Calles

Un appunto lo hanno fatto sia i critici sia gli storici: il film è molto orientato sulla lotta, tanto che alcuni lo hanno definito un “western religioso”. Al netto di questa concessione alla spettacolarizzazione, però, quegli stessi critici e storici hanno riconosciuto a Cristiada il merito di aver portato al grande pubblico una di quelle che si possono definire “pagine di storia strappate”: la ribellione dei cristiani del Messico contro le persecuzioni del regime laicista del massone Plutarco Elìas Calles. «Il film concede molto alla battaglia cappa e spada, più che alla puntuale ricostruzione degli avvenimenti, ma nel complesso rende bene il clima di quegli anni», ha spiegato ad Avvenire lo storico Mario Iannaccone, autore anche della monografia Cristiada. L’epopea dei Cristeros in Messico. La vicenda risale agli anni Venti quando una rivolta di popolo, che coinvolse ricchi e contadini, si oppose prima nelle piazze e poi con le armi alla feroce applicazione delle leggi anti-clerticali voluta da Calles. Il film vanta un cast di eccezione, del quale fanno parte tra gli altri Andy Garcia, Peter O’Toole ed Eva Longoria. Prodotto nel 2012, è considerato il più impegnativo lavoro cinematografico messicano. Negli Stati Uniti è stato salutato con entusiasmo anche dalla critica liberal e nella laicissima Francia, dove è approdato a maggio, ha raccolto 80mila spettatori in due mesi. In Italia arriva in questi giorni, con una programmazionde città per città: Milano e Torino hanno aperto la strada, poi toccherà a Bologna (il 21 ottobre), a Firenze (il 24), a Ferrara (il 27), a Padova (il 28), a Napoli (il 29), a Genova (il 4 novembre) e a Roma (il 5). Una scelta della casa di distribuzione, la Dominus Production, che ha deciso di scommettere sulla pellicola, che nel nostro Paese era rimasta orfana anche dopo l’anteprima in Vaticano di due anni fa. «Facciamo i produttori privilegiando i film che abbiano, come questo, dei valori. Qualcuno dice che siamo un po’ folli nel far uscire questo film a Natale, ma io credo che certe cose vadano viste», ha spiegato Federica Picchi della Dominus, che ha previsto anche delle anteprime con i rappresentanti delle realtà culturali, politiche e religiose e delle proiezioni per studenti. Una curiosità: il film rende omaggio al personaggio storico di José Sanchez del Rio, che si unì alla lotta e fu torturato e ucciso a 15 anni per non aver voluto rinnegare la propria fede.  E che nel 2005 è stato beatificato da Benedetto XVI.