Ucraina, firmato il cessate il fuoco. Mosca: «La Nato è ferma alla Guerra Fredda». E l’Alleanza si divide…

Firmato a Minsk il protocollo per il cessate il fuoco dalle 18 di venerdì. Lo riferiscono media russi e ucraini. Secondo Interfax, i rappresentanti di Kiev e delle due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk hanno firmato un protocollo di 14 punti per il cessate il fuoco dalle 18 ora di Kiev (le 17 in Italia). L’atto ha suggellato la riunione del Gruppo di Contatto sull’Ucraina che comprende – oltre ai rappresentanti di Kiev e dei ribelli – la Russia e l’Osce. Tra i 14 punti del protocollo firmato a Minsk per il cessate il fuoco in Ucraina orientale figurano – secondo i media locali – il controllo internazionale del cessate il fuoco e lo scambio dei prigionieri. L’annuncio della firma del protocollo sul cessate il fuoco è stato confermato da un twitter dell’autoproclamata repubblica di Donetsk. Il protocollo sul cessate il fuoco non significa al momento che le due autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk abbiano rinunciato alla linea di staccarsi dall’Ucraina: lo ha detto il premier di Lugansk Igor Plotnitski, che partecipa ai colloqui nella capitale bielorussa. Il Cremlino plaude al protocollo per il cessate il fuoco nell’est ucraino per attuare le iniziative dei presidenti russo Vladimir Putin e ucraino Petro Poroshenko e auspica che «tutti i punti del documento e gli accordi raggiunti saranno rispettati in modo corretto dalle parti». Lo ha detto il portavoce russo Dmitri Peskov. La Russia, ha aggiunto, auspica inoltre la prosecuzione del negoziato sino alla soluzione della crisi ucraina. Per Mosca però la Nato ha usato la crisi ucraina solo «come pretesto per attuare piani concepiti da tempo» e quanto dichiarato sulla situazione ucraina e annunciato in merito a esercitazioni congiunte in Ucraina non farà che «accrescere la tensione e minacciare i progressi nel processo di pace»: lo sostiene il ministero degli Esteri russo. «I risultati del summit gallese della Nato probabilmente non possono stupire nessuno. L’alleanza creata nell’epoca della guerra fredda come organizzazione militare-politica in via di principio non è capace di cambiare il proprio codice genetico», si legge in una nota del ministero degli Esteri russo. «Questi programmi li avevano concepiti da tempo, la crisi ucraina è servita solo come pretesto per iniziare a realizzarli», prosegue Mosca commentando la decisione dell’Alleanza di avanzare le sue infrastrutture nell’est europeo e facendo crescere la propria presenza militare vicino ai confini russi. «La sostanza e i toni delle dichiarazioni sulla situazione ucraina, insieme ai programmi annunciati di svolgere manovre congiunte con Kiev sul territorio di questo Paese entro la fine del 2014 porteranno inevitabilmente alla crescita della tensione e rischieranno di far fallire il progresso tracciato nel processo di pace in Ucraina», prosegue Mosca. «Inoltre – si legge ancora nella nota – favoriranno l’aggravarsi dello scisma della società ucraina». Mosca si riserva di rispondere analizzando in modo dettagliato le sue decisioni concrete, anche in riferimento all’atto base Russia-Nato del 1997 e ad altri accordi nel campo della sicurezza europea.

Intanto si è concluso a Newport, in Galles, il vertice della Nato, dalle cui conclusioni traspare chiaramente che non tutti condividono la presa di posizione quasi militare contro la Russia, considerata gran nemica come ai tempi della Guerra Fredda: «Spero e penso che sull’Ucraina possa prevalere la saggezza della Russia, anche perché nello scacchiere geopolitico internazionale abbiamo bisogno di una Russia pienamente integrata», ha detto il premier Matteo Renzi a Newport, mentre di tutt’altro segno è la belligerante dichiarazione del suo omologo inglese David Cameron, che anche su questo  argomento segue la linea Obama: «Quello che il presidente Putin sta facendo è indifendibile e sbagliato».