Sentenza shock dei giudici olandesi: la lobby pro-pedofilia può fare propaganda

La pedofilia può essere “propagandata”, benché sia eticamente aberrante e legalmente perseguibile. Questa la sentenza shock che arriva dall’Olanda dove una corte d’appello ha ribaltato la sentenza di primo grado sulla liceità di una fondazione che promuove pratiche pedofile.

Lo scorso anno il tribunale civile di Assen aveva ordinato lo scioglimento della lobby pro-pedofili “Sticthing Martijn” fondata nel 1982, dalla quale nel 2006 sorse il “Partito dell’Amore Fraterno”, il cui presidente Marthijn Uittenbogaard propose di rivedere la legge che rendeva leciti tutti gli atti sessuali fra adulti e persone più giovani, abbassando l’età minima dai sedici ai dodici anni.

Ora la Corte d’appello di Leeuwarden ha affermato che i testi e le foto presenti sul sito web della fondazione non sono contro la legge. Aggiungendo che il fatto stesso che alcuni dei suoi membri siano stati condannati per reati sessuali, non andava connesso al lavoro della fondazione stessa.

La Corte d’appello ha anche rilevato che le proposte per la liberalizzazione della pedofilia sono «una seria contravvenzione di alcuni principi del sistema penale olandese», in particolare per quanto concerne la minimizzazione dei «pericoli dei contatti sessuali con giovani». Ma i giudici hanno sentenziato che la società olandese è sufficientemente «resistente» per affrontare «le dichiarazioni indesiderabili ed il comportamento aberrante» promosso dal gruppo fondato nel 1982 e sciolto lo scorso anno in seguito alla sentenza di primo grado. Come dire, praticamente, che siccome le società sono resistenti al reato di omicidio perché lo considerano ingiusto tanto vale abolirlo… Una portavoce della pubblica accusa ha infatti definito la sentenza «deludente».