Marò, manifestazione negata al Cocer. La Difesa: «Motivi tecnici». Elio Vito: «Un grave errore»

«La manifestazione del Cocer a Fasano non è stata autorizzata per motivi tecnici». Nel rispondere in commissione Difesa della Camera alla interrogazione urgente presentata da Elio Vito, il sottosegretario Domenico Rossi usa poche e scarne parole per giustificare la decisione del ministero di negare al Cocer Interforze la manifestazione in sostegno dei due marò. Poche parole imbarazzanti che mostrano ancora una volta l’inadeguatezza del governo nell’affrontare la delicatissima vicenda dei due fucilieri detenuti illegalmente in India da due anni. Una risposta che Elio Vito bolla come «vaga e insoddisfacente».

Il caso è scoppiato la scorsa settimana quando il Cocer Interforze aveva annunciato che il 5 settembre si sarebbe riunito alla capitaneria di porto di Savelletri (Brindisi) in occasione del matrimonio della figlia del magnate del ferro dell’India per consegnare alla sposa un mazzo di rose gialle in polemica con l’operato del governo italiano sulla vicenda dei marò Latorre e Girone.  «La disarmante incapacità di gestire questioni di politica estera di questo Paese – avevano scritto in una nota i delegati del Cocer – ci lascia come unica occasione, per stabilire rapporti di dialogo seri con il governo indiano, di convocarci presso il Comando militare più vicino, per consegnare un mazzo di rose gialle per il matrimonio della figlia di un magnate indiano che si celebra a Fasano in questi giorni. Non troviamo alternative per ricordare la triste vicenda dei due militari trattenuti ingiustamente da oltre 900 giorni in India. Le speranze di portare a casa Latorre e Girone sono appese alle benevolenze dei magnati indiani, poiché appare evidente che le uniche ragioni che li vedono trattenuti in India sono economiche e commerciali». Ma poi era arrivato il niet del ministero della Difesa. Un no che aveva provocato forti dubbi e sollevato polemiche e che ha spinto Elio Vito, presidente della commissione Difesa della Camera a presentare un’interrogazione urgente per fare luce sulla vicenda. Ma la risposta del sottosegretario ha confermato ancora una volta la volontà del governo a non voler affrontare la vicenda dei due fucilieri. «Nel caso specifico – spiega Elio Vito – visto che si trattava di una manifestazione  di solidarietà  per i due marò, le ragioni tecniche andavano superate. E anzi andava incoraggiata  la possibilità di riunirsi e non ostacolarla. Mi auguro che iniziative future del Cocer non vengano bloccate e anzi trovino il sostegno  anche del ministero». Vito sottolinea che non averla resa possibile «ha rappresentato da parte del ministero della Difesa un triste, brutto e grave errore».