Barriere di 4 metri contro i clandestini: Londra e Parigi trovano l’intesa (e l’Italia resta sola)

La Gran Bretagna mette mano al portafoglio per “blindare” Calais, il porto francese affacciato sulla Manica, anche detto la “la Lampedusa del Nord”, da cui migliaia di migranti clandestini tentano di raggiungere la Gran Bretagna. Parigi e Londra hanno raggiunto un inedito accordo sulla «gestione della pressione migratoria» a Calais, con un contributo britannico di 15 milioni di euro. Da oltre 15 anni, i britannici facevano orecchie da mercante alle ripetute richieste di aiuto dei francesi. L’accordo di compromesso «è un passo avanti molto importante», si è rallegrato il ministro francese dell’Interno, Bernard Cazeneuve. Principale elemento dell’intesa: il versamento da parte dei britannici di 15 milioni di euro nel prossimo triennio per un ”fondo comune” destinato all’immigrazione. Soldi che finanzieranno, tra l’altro, un piano di ”sicurezza” per il porto di Calais, che prevede, in particolare, la creazione di barriere di 4 metri di altezza lungo la zona d’accesso agli imbarchi. È proprio lì, infatti, che ormai da anni, si assiste quotidianamente allo spettacolo disperato dei migranti, che cercano di infilarsi a bordo dei camion all’imbarco. Lo scorso 17 settembre, 250 migranti hanno tentato, in pieno giorno, di salire a bordo di un Tir. Il terzo tentativo del genere in poche settimane. I 15 milioni dovranno anche consentire di ”fluidificare” il traffico dei tir. «Oggi, le misure di controllo degli immigrati rallentano fortemente il passaggio dei veicoli, al punto da colpire negativamente la redditività del porto», scrive Le Monde. Tra le altre misure, un ampliamento del numero dei check-point britannici e la creazione di un’area di sosta “blindata” per i camion che attendono l’imbarco. Una parte dei fondi, assicurano a Parigi, dovrebbe anche andare all’assistenza delle “persone vulnerabili” e a un centro di accoglienza diurna dei migranti. L’accordo prevede infine un miglioramento della cooperazione tra le polizie dei due Paesi. Infine, sul piano della comunicazione, verrà messo in campo uno sforzo “informativo comune” per dissuadere i migranti dal raggiungere il Regno Unito. «Quando noi francesi diciamo da soli che la traversata è pericolosa, i migranti ci credono meno», spiegano fonti transalpine. La conclusione dell’accordo franco-britannico è imposto all’aggravarsi della situazione nell’intera Europa. In un contesto in cui, negli ultimi due anni, i flussi sono raddoppiati nel Mediterraneo, il numero di migranti è fortemente aumentato anche a Calais. Secondo le autorità francesi, sono circa 1.500 i clandestini provenienti soprattutto da Sudan ed Eritrea che si trovano nel porto francese nella speranza di andare in Gran Bretagna. Negli anni passati, erano nettamente di meno, tra i 300 e i 500.