Teatro Valle, “avviso di sfratto” dal Campidoglio entro il 31 luglio. Gli okkupanti pronti a presidi anti-sgombero

E non se ne vogliono andare. Nel braccio di ferro tra occupanti e Campidoglio per ora stanno vincendo i primi. Tre giorni per lasciare il teatro Valle. Scade il 31 luglio la dead line che l’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Giovanna Marinelli, ha dettato a coloro che dal giugno di tre anni fa stanno occupando la struttura culturale a due passi da piazza Navona. L’avviso di sfratto non è piaciuto agli occupanti che preparano un presidio anto-sgombero. Questa per sommi capi la sintesi di  una giornata travagliata e surreale con gli occupanti a reclamare diritti e a sbandierare la parola cultura per definire tre anni di ordinario di degrado di un bene pubblico. Nei piani dell’amministrazione capitolina la struttura dovrà passare nel più breve tempo possibile alla Soprintendenza nazionale «per i necessari improcrastinabili lavori di messa a norma» e poi finire sotto la gestione del Teatro di Roma «a garanzia della gestione pubblica sventando ogni ipotesi di privatizzazione». Ma gli abusivi recriminano che la loro convocazione si è rivelata di fatto un ultimatum. «Restiamo tutti uniti per presidiare questo posto. Teniamo aperto e vivo il Teatro affinché diventi insopportabile anche la sola minaccia da salotto dello sgombero». Secondo gli occupanti «il restauro e l’inagibilità sono solo scuse per cancellare la nostra esperienza. Noi chiediamo un dialogo con le istituzioni per creare un percorso partecipato, un luogo misto dove collaborare insieme – continuano i rappresentanti della Fondazione – la nostra non è più una occupazione da tanto tempo, da quando abbiamo creato la Fondazione Valle Bene Comune uscendo dall’illegalità». Peccato che abbiano una concezione molto anomala della legalità. Danno erariale, mancati introiti per il Comune di oltre un miliardo,  sottrazione di un luogo pubblico ai cittadini romani, me la chiamano legalità. Da sempre sulla situazione tollerata dalla Giunta Marino per troppo tempo si è fatto sentire il pressing di Fratelli d’Italia-An, auspicando e proponendo soluzioni a un atto abusivo che grida vendetta, soprattutto se le voce grossa di quei giorni si dovesse trasformare in una retromarcia o in un compromesso inaccettabile. Intanto la Corte dei Conti ha chiesto un’audizione al sindaco Marino dando seguito all’indagine sulla valutazione di un possibile danno erariale. Nei tre anni di occupazione infatti il Campidoglio – e quindi i cittadini romani – ha continuato a pagare le utenze della struttura. Al punto che oggi il sindaco è stato costretto ad esporsi con imbarazzo: «Ho sempre ripetuto, dal momento in cui ho assunto la delega temporanea di assessore alla Cultura, che il teatro Valle deve uscire da una situazione di illegalità. Gli artisti vanno rispettati ma questa è una città che vuole vivere nella legalità». Si aggiunge ora anche l‘Agis Lazio che ha presentato querela nei confronti degli occupanti  e delle istituzioni che hanno tollerato in questi anni «tale occupazione a danno della collettività»,  si legge in una nota della stessa associazione che ha chiesto anche il «sequestro della struttura al fine di evitare il protrarsi dei rischi per gli utenti legati al mancato rispetto delle normative sulla sicurezza».