Nuovo codice della strada, scooter e moto di 125 cc in autostrada. Frenata per il reato di omicidio stradale

Scooter e moto di 125 cc  di cilindrata ammessi su tangenziali e autostrade – a patto che i conducenti siano maggiorenni – mentre  bici e motocicli potranno circolare sulle corsie preferenziali riservate ai mezzi pubblici in città. Una “rivoluzione” per le due ruote,  in attesa che venga introdotto il reato di omicidio stradale nella riforma del codice della strada tracciato nel disegno di legge approvato in Commissione Trasporti della Camera. Su questo ben più cogente aspetto bisogna però ancora attendere, tra una retromarcia e l’altra.Il reato di omicidio stradale potrebbe essere accompagnato anche dal cosiddetto “ergastolo della patente”, cioè la revoca a vita della licenza di guida per chi causa la morte di qualcuno in un incidente in cui ha violato una norma stradale. La novità è di qualche giorno fa, dal momento che la commissione Trasporti ha dato l’ok alla possibile regola votando un emendamento che impegna il governo a modificare il Codice penale. Speriamo sia la volta buona.

Era il 2010 quando, in Italia, si cominciò a parlare di nuovo reato di omicidio stradale per l’aumento esponenziale di incidenti mortali. La pirateria stradale è un fenomeno in ascesa (900 episodi l’anno), con almeno un terzo dei “pirati” ubriachi. Oggi, nel caso di sinistro mortalescatta il reato di omicidio colposo (dovuto cioè a imperizia, negligenza o imprudenza), previsto nel Codice penaleE la reclusione va da tre anni a teorici 10 anni. Norme che qualcuno sostiene non svolgano la loro funzione deterrente in maniera valida. Invece, col reato di omicidio stradale la reclusione andrebbe da 8 a 18 anni. L’obiettivo è assimilare quanto più possibile il reato di omicidio stradale a quello doloso, in quanto il guidatore sa di avere elevate probabilità di causare incidenti mortali, ponendosi al volante in stato alterato. Ma questa decisione ha subito un rallentamento, in attesa di conoscere che cosa ne pensano altre commissioni, specie quella di Giustizia. Perché il problema di fondo è: chi si ubriaca o si droga prima di guidare, uccide con dolo? Secondariamente, è da valutare se bisogna procedere solo con una modifica diretta del Codice della strada, o non ci voglia un iter molto più delicato e complesso, al fine di cambiare il Codice penale.

Difficoltà a parte, restano la piaga sociale e soprattutto le promesse fatte in passato da numerosi politici, sull’onda emotiva di qualche sinistro terribile, seguiti da retromarce improvvise. Alla fine, chissà, potrebbe restare in piedi il solo ergastolo della patente. Non va trascurato, comunque, il fatto che il premier Renzi, sulla questione, ci ha “messo la faccia”, essendosi più volte esposto: «C’è un vuoto nel nostro Codice che deve essere colmato. Per questo, nel 2011, ho messo la prima firma sulla proposta di legge promossa da diversi soggetti: Comune di Firenze, Asaps, Associazione Lorenzo Guarnieri e Associazione Gabriele Borgogni». Proprio giovedì questi stessi soggetti che hanno raccolto oltre 76.000 firme – il primo firmatario fu appunto Renzi nel 2011 – saranno in audizione al Senato. Speriamo che nessuno faccia retromarcia…