‘Ndrangheta, la Dda indaga sull’inchino della Madonna al boss. Il Comune si costituirà parte civile

La Dda di Reggio Calabria ha avviato un’indagine su quanto accaduto a Oppido Mamertina, dove la processione della Madonna delle Grazie si è fermata davanti all’abitazione del boss della ‘ndrangheta Peppe Mazzagatti, 82 anni, condannato all’ergastolo ed ai domiciliari per motivi di salute. Alla Dda è giunta la segnalazione inviata dai carabinieri di Oppido il cui comandante ha abbandonato la processione quando si è accorto di ciò che stava accadendo, avviando i primi accertamenti.  Intanto arriva anche il commento dell’Osservatore Romano: “Vicende come quella della processione di Oppido Mamertina ricorre in zone dove il pervertimento del sentimento religioso si accompagna spesso all’azione della criminalità e a un’acquiescenza, dettata da paura o interesse, purtroppo ancora diffusa tra le popolazioni”.

Anche il sindaco di Oppido, dopo aver sfilato in processione, forse inconsapevole di quanto stava accadendo, annuncia che il Comune potrebbe costituirsi parte civile: «Qualora dovessero emergere reati a carico di terze persone reati da cui si evince che il significato del gesto reiterato nel corso degli anni era rendere riverenza alla criminalità organizzata, noi ci costituiremo parte civile nel procedimento a loro carico», ha detto Domenico Giannetta. «La nostra decisione – ha aggiunto il sindaco – è motivata dal fatto che sono stati lesi il decoro, la dignità e l’immagine di tutti i cittadini onesti e laboriosi della comunità Mamertina, della provincia di Reggio Calabria e della nostra regione».