Berlinguer giù dall’altare. Carioti: con le sue scelte impedì la nascita di una destra “normale”

Enrico Berlinguer commise anche molti errori, alcuni dei quali irreparabili. In una fase in cui ci si esercita volentieri nel tracciare profili agiografici del leader comunista scomparso 30 anni fa, riflettere sulle omissioni del personaggio, o meglio sulle consapevoli strategie sbagliate, è un unicum nel panorama intellettuale italiano. Ci ha provato Antonio Carioti, giornalista del Corriere della Sera e scrittore, autore di una biografia su Giuseppe Di Vittorio e di due saggi sui “ragazzi della Fiamma”. Portato dunque, per mestiere e per curiosità, a guardare sotto il velo della narrazione conformista che si stende sulle vicende della destra e della sinistra. Ebbene Carioti, a proposito degli articoli di Enrico Berlinguer sul compromesso storico che risalgono al 1973 (riproposti al lettore da Castelvecchi in un libro dal titolo Per un nuovo grande compromesso storico) critica quella strategia dell’intesa consociativa con Dc e mondo cattolico perché fu proprio quella linea a impedire l’emersione di una destra legittima e legittimata.

Berlinguer come responsabile dell’anomalia del sistema politico italiano? “La sua tesi – risponde Carioti – era che il Pci non poteva governare con il 51% e che per isolare le forze reazionarie era necessario avere uno schieramento molto più vasto e guardare al mondo democristiano e cattolico dove pure esistevano tendenze progressiste”. Secondo Carioti Berlinguer ripiegò su questa posizione perché sapeva che se si fosse arrivati a uno scontro tra schieramenti contrapposti, tra destra e sinistra, la prima sarebbe stata prevalente. “Questo – continua – avrebbe svelato l’esistenza di una destra sommersa e maggioritaria, per la quale la pregiudiziale comunista era molto più forte della pregiudiziale antifascista. Una condizione che ancora esiste e che è stata alla base del successo di Berlusconi nel 1994”.

Ma non c’è solo questo aspetto: evitando di legittimare la destra e di avviare un sistema di vera alternanza Berlinguer sceglie la retorica mitizzante dell’unità delle forze antifasciste che ghettizza il Msi, demonizza la destra radicale e pone le premesse per gli opposti estremismi. “D’altro canto – sottolinea ancora Carioti – oltre a legittimare la violenza antifascista, il Pci di Berlinguer rimase a sua volta scoperto a sinistra e proprio la scelta del compromesso storico fece perdere al partito la presa su quella parte di sinistra che, sulla spinta libertaria del ’68, decise di passare alla lotta armata”.