Assolto. E ora in cammino, a testa alta. Ma il verdetto non ci restituirà quello che ci hanno tolto

E ora possiamo riprendere il nostro cammino. A testa alta. Perché quelle terribili accuse a Silvio Berlusconi hanno gettato per anni pesanti ombre non solo sul Cavaliere ma su tutto il centrodestra, condizionandone l’azione, mortificandone l’immagine, spegnendone gli entusiasmi. E anche i militanti – i giovani e i meno giovani impegnati in politica solo per difendere le proprie idee – venivano sbeffeggiati, dovevano difendersi dalle feroci ironie, dal dito puntato perché aiutavano il “pedofilo”. Sì, perché l’accusa era quella, la peggiore, la più infamante. “Pedofilo”. Una parola terribile, l’arma sfoderata dalla sinistra per uccidere definitivamente Berlusconi e per indebolire al massimo la sua coalizione. Anni di offese, di intercettazioni, di voci diffuse ad arte che diventavano all’improvviso verità, descrizioni di rapporti sessuali, cinque donne in una volta in fila indiana, macché sette donne, con qualche minuto di pausa. Chiunque diceva di conoscere i retroscena, ognuno la sparava grossa. E avanti con le carte d’identità, con i procacciatori di escort alle cene. Tutto falso, ma serviva alla causa della sinistra, serviva per delegittimare i governi eletti dal popolo, confezionare i ribaltoni e il famoso golpe bianco. Sorrisetti e malignità. Supponenza e ingiuria. Eppure era chiaro che l’accusa di concussione veniva basata sul nulla, non c’era né vittima né utilità. Era altrettanto chiaro che era improponibile l’accusa di prostituzione visto che chi avrebbe fatto sesso negava di averlo fatto. Niente da fare, la macchina del fango continuava ad andare avanti, senza un attimo di sosta, senza concedere ossigeno. E poi l’altro processo, surreale, dove il maggior contribuente veniva condannato per evasione, espulso in fretta e furia dal Parlamento, col divieto assoluto di presentarsi alle elezioni. Ora la peggiore della accuse è sparita, come d’incanto, lasciando tutti a bocca aperta. C’è ancora una giustizia in cui credere, ma sarà difficile restituire a Berlusconi e all’intero centrodestra quel che gli è stato tolto. Ma il centrodestra può restituire qualcosa alla propria gente: la voglia di ricominciare, di rimettersi in marcia, di essere orgogliosi del patrimonio ideale della destra. A testa alta. Sì, proprio così, a testa alta. E noi lo siamo sempre stati.