Confindustria gela il governo: «Previsioni pessime per l’economia». Dubbi anche sulla “cura” degli 80 euro

L’ottimismo di Renzi fa bene alla salute, sicuramente, ma non certo ai conti della nostra economia, su cui si abbattono nuove, catastrofiche previsioni. Stavolta il “de profundis” lo recitano gli industriali, che hanno rivisto all’ingiù le previsioni per il 2014-2015. Il Centro studi di via dell’Astronomia prevede ora che il Pil dell’Italia si fermerà al +0, 2% nel 2014, un taglio rispetto alle previsioni del scorso dicembre che indicavano un +0,7%. Per il 2015 la crescita attesa scende dal +1,2% al +1%. «La turbolenza politica, avverte il centro studi di Confindustria, rimane un freno seppure si sia molto attenuata e abbia preso corpo nel Paese l’aspettativa di importanti riforme». In questo scenario “la morale è che è necessaria una scossa politica molto forte per riportare l’Italia su un più alto sentiero di sviluppo”.  Anche sui tanto attesi benefici del bonus messo in bista paga da Renzi prima del voto per le Europee, viale dell’Astronomia si mostra cauto. «Se si vede qualcosa si vede a giugno. Difficile dirlo ora», spiega il capoeconomista di Confindustria, Luca Paolazzi. È una mossa, spiega, “che ha una alta probabilità di tradursi in maggiore spesa perchè rivolta ad una fascia di reddito medio-basso, me è anche una fascia di cittadini che ha accumulato problemi, come bollette e affitti non pagati, quindi forse gli 80 euro andranno a saldare dei debiti, al risparmio”.  Prudenza anche sugli effetti del decreto Poletti sul mercato del lavoro? «Non c’è ancora la possibilità di stimarli», dice Paolazzi: è un decreto che “aiuta a far ripartire i contratti a termine, quelli più facili da mettere in moto” in una una fase di uscita dalla crisi. Confindustria poi ammonisce il governo: «Non appare necessaria nè opportuna alcuna manovra correttiva». Sul fronte dei conti pubblici, ed in particolare del debito pubblico, secondo gli economisti di Confindustria “la strada maestra per ridurlo è il rilancio della crescita; la sola austerità è controproducente”.