Brunetta a Renzi: perché la trasparenza sui compensi non vale per la Rai?

«Con grande disappunto notiamo che il premier Renzi, preso dall’euforia pseudo-riformatrice, sembra aver dimenticato completamente l’annoso tema della trasparenza dei compensi Rai, questione chiave ancora irrisolta, su cui da molto tempo chiedo lumi al governo e ai vertici aziendali, attraverso numerose interrogazioni presentate in commissione di Vigilanza Rai e interpellanze urgenti rivolte al governo, dal quale sono sempre giunte risposte completamente insoddisfacenti». Lo dice il capogruppo di Fi alla Camera Renato Brunetta, che aggiunge: «Cosa sta facendo il governo per rendere la Rai “una casa di vetro”? I cittadini che pagano il canone hanno il diritto di conoscere come vengono impiegate le risorse pubbliche destinate alla Rai, compreso l’ammontare del costo del personale di Viale Mazzini. Il decreto 101 del 2013 per la razionalizzazione della Pa approvato lo scorso autunno prevede che la Rai, in quanto società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, è tenuta a comunicare alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento della funzione pubblica, e al ministero dell’Economia e delle Finanze, il costo annuo del personale comunque utilizzato con riferimento ai singoli rapporti di lavoro dipendente o autonomo. Il sottosegretario Giovanni Legnini, ormai alcuni mesi fa, si impegnò, a nome del governo per rendere al più presto completamente esecutive queste chiarissime disposizioni di legge. Ad oggi, secondo quanto comunicato successivamente dall’esecutivo in replica alle mie quattro interpellanze urgenti, risulta che il governo ha ricevuto dalla Rai i dati aggregati riferiti al costo annuo del personale. E’ veramente così? E che fine hanno fatto questi dati? Non ve ne è alcuna traccia. Cosa fa Renzi? Perché li conserva gelosamente? Siamo forse di fronte ad un occultamento intenzionale, da parte del governo, di informazioni pubbliche, in barba alle leggi? Inoltre, in base anche al parere approvato sul contratto di servizio lo scorso 7 maggio dalla commissione di Vigilanza, la Rai è tenuta a pubblicare le informazioni sui curricula e i compensi lordi percepiti dai dirigenti, dai collaboratori e dai consulenti, nonché informazioni, anche tramite il mezzo televisivo e radiofonico, sui costi della programmazione di servizio pubblico. Il premier chiarisca perché non applica alla Rai lo stesso criterio di trasparenza dei compensi che vale, ad esempio, per la Presidenza del Consiglio dei Ministri, sul cui sito sono pubblicati i dati relativi agli emolumenti e ai curricula dei dirigenti. Sul tema della trasparenza dei compensi Rai prevista per legge non intendiamo mollare e pretendiamo dal governo una posizione chiara al riguardo, nel rispetto delle norme».