Black out di internet e cellulari, disagi in tutta Italia. La colpa è delle tempeste solari

Da alcuni giorni molti stanno constatando direttamente quale “via crucis” rappresenti accedere a diversi siti internet, inviare  sms o il tentativo di effettuare una telefonata. I siti dei quotidiani on line sono stati messi a dura

prova. Ebbene, la responsabilità sarebbe da ascrivere delle tempeste solari abbattutesi nelle ultime ore che avrebbero messo ko diversi provider come Libero, Infostrada, Fastweb. La causa dunque sarebbe il doppio flare solare di classe X che nei giorni scorsi  ha di fatto risvegliato lattività solare, provocando una forte onda d’urto che ha raggiunto la Terra provocando numerosi disagi non solo in Italia, ma in gran parte del mondo. Secondo il sito del Centro Meteo italiano, se le prime analisi avevano escluso la possibilità che l’onda d’urto fosse diretta verso il nostro pianeta, ulteriori osservazioni hanno invece confermato che in queste ore è stato colpito il campo magnetico terrestre mettendo fuori combattimento per diverse ore satelliti di telefonia mobile e per l’accesso a internet ma anche i sistemi di comunicazione Gps. Fortunatamente in questo caso l’onda d’urto ha colpito marginalmente la Terra e i danni dovrebbero essere di lieve entità. Infatti grazie all’atmosfera e alla magnetosfera le radiazioni risultano innocue per l’uomo: esse funzionano cioè da scudo e ci proteggono da queste emissioni solari pericolose. Se quindi non dobbiamo temere per la nostra salute, dobbiamo però fare i conti con tutti i problemi alle apparecchiature elettroniche e alle reti in un’epoca dove la connessione ormai è un pilastro della nostra vita quotidiana.

Le tempeste solari che ci stanno rendendo la vita difficile  si sono scatenate a più riprese, apprendiamo dal National Geographic  Italia. Negli ultimi giorni, infatti, il Sole si è scatenato: sulla sua superficie si sono verificati tre “brillamenti” di classe X, le più potenti forme di tempesta solare. Si tratta di violente emissioni di radiazioni che coinvolgono aree della superficie solare molto più grandi del nostro pianeta. Le due esplosioni consecutive di martedì 10 giugno si sono originate nella regione sudorientale del Sole. Ciascuna ha scagliato verso la Terra un miliardo di tonnellate di particelle cariche. Ma il Sole non si è calmato, e mercoledì 11 una nuova eruzione si è verificata nella stessa regione: come le altre, anche questa è stata registrata in tempo reale dalle telecamere del  Solar Dynamics Observatory, la sonda della Nasa che tiene sotto controllo la nostra stella 24 ore su 24. Quando il materiale eruttato dal Sole viaggia molto lontano dalla superficie della stella si parla di espulsioni di massa coronale Secondo le previsioni della Noaa, l’agenzia per l’atmosfera e gli oceani del governo degli Stati Uniti, le onde d’urto generate dalle tre eruzioni dovrebbero raggiungere il campo magnetico terrestre entro la giornata di oggi, forse causando una piccola tempesta geomagnetica. Buone notizie per chi ama osservare i cieli notturni, che alle latitudini più alte potrebbero illuminarsi di spettacolari aurore solari.