Svelato il trucco: il governo Renzi, oltre alle nozze gay, vuole le adozioni omosessuali

La strategia è la stessa, andare avanti a tappe senza quasi darlo a vedere. Un po’ come hanno fatto con il reato di clandestinità. Il governo Renzi sta preparando un nuovo trappolone: prima ha intenzione di introdurre le nozze gay, magari chiamandole con un nome indolore, poi – a sorpresa – accarezza l’idea delle adozioni omosessuali. Non sono le solite voci di corridoio, i “sentito dire”, le malignità degli avversari, perché la conferma arriva direttamente dal ministro Maria Elena Boschi: «Il presidente Matteo Renzi – ha detto testualmente – è impegnato per il riconoscimento alle unioni civili tra persone dello stesso sesso». Fin qui c’è poco di nuovo, perché il Pd è sempre stato favorevole, per motivi elettorali, salvo frenare per ragioni di opportunità politica. La sorpresa arriva subito dopo: «Quanto alle adozioni – ha infatti aggiunto – ci vuole gradualità, perché si tratta di un tema più complicato, che in Italia richiede tempo. Io però, a titolo personale, sono favorevole». Il che – nonostante lei dica di parlare a titolo personale – significa che a Palazzo Chigi sono indirizzati verso quella strada. Non possono certo dirlo in maniera ufficiale, perché rischierebbero di perdere una fetta di elettori moderati e incrinerebbero i rapporti con gli alleati di governo – ma hanno iniziato a porre il problema, a preparare il terreno, proprio come hanno fatto con l’immigrazione. Tanto – pensano – bastano 80 euro e si dimentica tutto, dall’invasione degli extracomunitari alla scelta di affidare un bambino a due papà. «Apprendiamo dal ministro Boschi che il premier Renzi si starebbe impegnando per un riconoscimento delle unioni omosessuali – ha dichiarato Maurizio Gasparri – Faccio solo notare che questo governo è nato per altre ragioni e con altre priorità, e che Renzi dovrebbe pensare a ridurre la pressione fiscale del nostro paese, realizzare le riforme costituzionali e la legge elettorale. Che poi stia facendo tutto miseramente male è un altro conto. Ma a maggior ragione è improponibile mettere altri temi all’ordine del giorno. Il ministro Boschi si dice addirittura favorevole alle adozioni gay. Può pensare quel che vuole, ma una cosa del genere non può entrare nel nostro ordinamento. Si concentri piuttosto a fare bene il suo lavoro piuttosto che avventurarsi in ipotesi che andrebbero a stravolgere i principi del diritto naturale».  La Boschi, pur di dire una cosa di sinistra, ha finito per togliersi la maschera. E per toglierla anche a Renzi. Vatti a fidare del sorriso ingenuo del premier-Fonzie.