Lite fra pusher davanti a un centro sociale dopo il “concertone”: ucciso pregiudicato russo

Tornavano entrambi dal concertone del Primo maggio con due gruppi di persone diverse quando si sono casualmente incrociati. E la vecchia ruggine per quella storia di droga di tanti anni fa ha riacceso le discussioni. Sono volate parole grosse, accuse, sono comparsi i coltelli. Fino a quel colpo mortale. E’ finita così nel sangue la lite esplosa fra due pregiudicati a Roma e che ha portato alla morte di uno dei due, un 26enne russo riconosciuto dal 24enne, originario di Frascati, alle porte di Roma, che lo ha pugnalato al cuore perforando anche il polmone.
I loro dissidi erano legati a vecchie vicende giudiziarie che avevano portato al loro arresto a Napoli nel 2009 per droga: il 24enne contestava il fatto di essere stato accusato dal russo. Dalle parole ai fatti il passo è stato breve. Quell’incontro in serata fra via dei Ciclamini e via Federico Delpino nel giardino davanti al centro sociale Forte Prenestino, poco dopo il concertone, è stato fatale per il giovane russo.
I due rientravano a casa dopo aver assistito, con due diversi gruppi di persone, al “concertone” di piazza San Giovanni.
Ad arrestare l’aggressore sono stati i carabinieri del nucleo radiomobile assieme a quelli della compagnia Casilina: quando i militari lo hanno bloccato aveva ancora in tasca il coltello sporco del sangue della vittima. A nulla è servita la corsa in ospedale: il giovane russo è morto intorno alla mezzanotte dopo essere stato trasportato d’urgenza al Pertini.
La vicenda riaccende i riflettori sul centro sociale Forte Prenestino acquisito dal Comune con i soldi dei romani, emblema di insediamento abusivo dove si ritrovano no global ed estremisti di sinistra, pusher e immigrati senza fissa dimora. La gente del quartiere non ne può più di questo spazio che sta guastando il sonno ai residenti e che è fonte di episodi di violenza e di degrado. Nel fossato attorno al Forte, nel corso degli ultimi anni, sono sorti accampamenti di immigrati e senzatetto. E, all’interno, vi trovano speso riparo i pusher della zona. Nell’estate del 2008 un pusher marocchino di 46 anni, Larbi Tobabi, che viveva, come altri senza fissa dimora, in una baracca, nel fossato che circonda il Centro Sociale, ingaggiò una sparatoria con un fucile da caccia contro un cittadino romeno e poi contro la polizia riuscendo inizialmente a sfuggire alla cattura. Nove giorni più tardi, dopo un rocambolesco inseguimento, cominciato all’altezza dei cancelli degli stabilimenti balneari di Castelporziano e durante il quale il pusher, a bordo di un’auto, investì un agente di polizia e un bambino, il marocchino di Forte Prenestino fu bloccato: a bordo dell’auto aveva 30 kg di droga. Gli abitanti del Prenestino hanno più volte inviato petizioni alle istituzioni affinché la zona del Centro Sociale fosse definitivamente bonificata e sgomberata, ma senza successo.