L’ “Allegro Naufragio” della destra e la crisi del bipolarismo ripercorsi in un saggio di Gennaro Malgieri

In cinque anni, dal 2008 al 2013, il centro-destra è andato in frantumi. Entusiasmi, passioni ,speranze  che pure avevano animato una grande stagione, “catturato” enormi schiere di elettori e offerto all’Italia una irripetibile occasione di cambiamento, sono svanite in un lasso di tempo scandito da esasperanti conflitti, velenosi personalismi, dannose scissioni, affrettate decisioni e stucchevoli superficialità. Un suicidio collettivo, di cui è difficile trovar traccia nella storia del passato, per le modalità stesse in cui è stato consumato e per le cause che lo hanno generato. Con l’eclissi del centro-destra, o per meglio dire, con la sua scomposizione e destrutturazione, si è liquefatto anche il bipolarismo. Ossia l’idea moderna e razionale di una democrazia dell’alternanza tra una Destra e una Sinistra , che fossero in grado di coagulare, al di là di stantie etichette, culture conservatrici e progressite, finalmente  sgombre da orpelli ideologici e protese a costruire  un sistema politico compiuto, stabile, duraturo. Un sistema riformato nelle sue strutture portanti, nelle suoi livelli istituzionali, nella sua conformazione sociale, nelle stesse forme della politica. Con l’amarezza di chi ha vissuto dall’interno quegli anni, di cui ne è stato, a suo modo, protagonista, e ha visto tramontare il sogno di una casa comune da assicurare agli italiani “non di sinistra”, da un intellettuale che non si è sottratto all’agone parlamentare, senza mai far mancare il suo apporto critico lontano da infingimenti e false ipocrisie, da Gennaro Malgieri, scrittore e giornalista, riceviamo un saggio che ripercorre quell’incredibile quinquennio  con lucidità e dovizia di particolari. Il suo è il racconto sofferto di un “allegro naufragio”. “L’Allegro Naufragio” è ,infatti, il titolo del volume edito da Minerva. “Quando ho cominciato a mettere ordine nelle note che per  cinque anni ho scritto cercando di documentare in maniera analitica il percorso del partito unico del centrodestra, mi sono accorto che quell’esperienza è andata sfilacciandosi per insipienza, con l’allegra responsabilità di chi avrebbe dovuto invece con rigore portarla a compimento”, confessa l’autore nella premessa. Il discorso del “predellino”, la “fusione a freddo” tra Forza Italia e Alleanza Nazionale,  e quella, altrettanto fallimentare, sul versante opposto della sinistra, la bizzarra nascita del Pdl tra incognite e speranze, gli alti e bassi di un governo a trazione nordista, fortemente condizionato dalla Lega di Bossi, e poi la crisi, la rottura traumatica tra Fini e Berlusconi, l’esplosione della bolla finanziaria che ha messo  in ginocchio le economie occidentali e sancito il fallimento degli Stati nazionali, i guai giudiziari del Cavaliere e il cambio di governo, l’ascesa dei tecnici a Palazzo Chigi, Monti, Bersani, Letta, Napolitano, le elezioni senza vincitori, l’avanzata del populismo grillino, la comparsa sulla scena di Renzi e la scomparsa della Destra dallo scenario politico come soggetto unitario : in una sequela di eventi, scrutati e spiegati con la freschezza del giornalista e l’acume dell’opinionista, Malgieri ci fa rivivere attimo per attimo, momento per momento, quegli avvenimenti. La sua è un’analisi cruda, a volte spietata, senza fronzoli, essenziale. Rivelatrice di molti retroscena, aiuta a comprendere il perchè del naufragio. Dal racconto emergono le responsabilità di chi quella sciagura ha determinato. A cominciare da chi ha sottovaluto  i segni di dissoluzione pur manifesti, gli scricchiolii  che incrinavano una alleanza nata fragile, e di chi si baloccava nella difesa del proprio orticello, affondando in inguaribili idiosincrasie. Ora che tutto è andato in frantumi, ora che la destra  è stata “maldestramente e cinicamente demolita” sarà mai possibile una ricomposizione, una rinascita, un qualosa di nuovo che possa far rifiorire speranze e rianimare una comunità fin qui annichilita e vilipesa? Malgieri, nella conversazione con la giornalista Lucia Bigozzi a margine dell'”Allegro Naufragio”, pubblicata in appendice, lascia aperto qualche spiraglio. Perchè “le idee sono come le farfalle che volano e si posano dove vogliono”. E la destra, se non appare, almeno per ora, nelle istituzioni rappresentative, non vuol dire che non esista. Essa esiste come ispirazione culturale. La cultura, appunto. Quel che serve davvero per fornire ragioni ideali alle costruzioni politiche che contano.