Grandi manovre di Sel dopo il trionfo renziano: Migliore vuole entrare nel Pd, ma non mancano gli scettici

Nuove geometrie si aprono a sinistra dopo la vittoria del Pd alle europee. Il dato politico più interessante è la possibilità che Sel o una sua parte consistente confluisca nel Pd. Non si tratta di un’ipotesi di studio, ma di uno scenario più che concreto, sintetizzato così dal capogruppo alla Camera, Gennaro Migliore: «La sfida è costruire un soggetto unitario di sinistra che possa far vivere le aspettative di cambiamento. Senza restare ciascuno, Pd e Sel, nel proprio contenitore». L’ipotesi potrebbe non dispiacere a Nichi Vendola, che fu di fatto costretto dal congresso del partito ad appoggiare l’operazione Lista Tsipras, mentre personalmente avrebbe preferito – come disse pubblicamente – che si fosse scelto di appoggiare Martin Schulz ovvero di collocarsi nello stesso schieramento europeo del Pd. Di contro c’è una parte della classe dirigente che a farsi fagocitare da Renzi non ci pensa affatto e con il coordinatore Nicola Fratoianni fa sapere di considerare «sbagliato immaginare di entrare nell’area del governo e proporre un partito unico col Pd». Sel ha davanti a sé due appuntamenti che promettono di essere infuocati e di portare non poche grane al segretario: una direzione nazionale questo venerdì e una assemblea a metà giugno. Lì si capirà quale strada intende imboccare il partito, che di contro però, se sopravvivesse al terremoto Renzi, potrebbe giovarsi delle sue ripercussioni interne al Pd. I democratici non stanno attirando solo le attenzioni della sinistra radicale, ma anche quelle centriste di Sc, alle quali Renzi non manca di strizzare l’occhio. «Nessuno di noi farà campagna acquisti in Parlamento, ma la disponibilità a riflettere nell’orizzonte del 2018 è fisiologica non perché lo vogliamo noi ma perché si sono verificate circostanze come la scomparsa di altri partiti, una cosa positiva per dei sinceri bipolaristi», ha detto Renzi nel corso della direzione del partito, guadagnandosi la replica indispettita di Pippo Civati. «In direzione si è parlato di ingressi di forze politiche che scompaiono, in pratica di ingressi di Scelta Civica. Se questa è la direzione del Pd io guardo dall’altra parte», ha detto, e dall’altra parte c’è Sel. Resta solo da capire chi andrà da chi e come questo cambierà gli equilibri a sinistra.